Una celebrazione di morti per lavoro, quella storica dei 70 anni di Marcinelle, trasformata in caciara dai soliti invasati. L’otto agosto, su proposta italiana, è diventata la giornata europea che ricorda i minatori uccisi nella miniera di Bois du Cazier. Ma la manifestazione celebrativa sul piazzale antistante la miniera è stata sporcata da un fatto disdicevole. Mentre il presidente del Senato, Ignazio La Russa, leggeva il messaggio inviato dal capo dello Stato Sergio Mattarella, alcuni sindacalisti con al collo un fazzoletto rosso della Cgil, si sono voltati di spalle, suscitando anche la reazione piccata della direttrice del museo di Marcinelle.
Carlo Fidanza, capodelegazione di Fdi/Ecr al Parlamento europeo, che la sera prima aveva promosso a Charleroi un momento di riflessione con La Russa, la ministra Calderone, oltre agli eurodeputati italiani e ai vertici di Cisl e Uil, ha attaccato «un comportamento che denota odio cieco, è inutile che Landini smentisca, abbiamo le foto, le immagini sono state pubblicate da diversi siti. La sinistra dovrebbe dissociarsi da questa vergogna».
Ma la polemica è ormai infiammata. Landini parla di «colpo di sole di Fdi, la Cgil non si gira mai». Un attimo dopo il sindacato belga Fgtb si assume la paternità del vergognoso gesto avvenuto a Marcinelle, tentando di scagionare in qualche modo i compagni della Cgil.
Il senatore Roberto Menia, presente a Marcinelle dove da sempre commemora la tragedia, essendo stato il figlioccio del Ministro Mirko Tremaglia, il primo a dare dignità ai minatori morti, dice che la sostanza del gestaccio non cambia. Duro l’europarlamentare di Fratelli d’Italia-ECR Stefano Cavedagna secondo cui se a voltare le spalle al presidente del Senato Ignazio La Russa mentre leggeva il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella fossero stati solo esponenti del sindacato comunista belga, con cui la Cgil di Landini condivideva anche il fazzoletto rosso commemorativo creato per l’occasione a doppia firma stampata, «la stessa Cgil di Landini ha il dovere di dissociarsi immediatamente e senza ambiguità. Perché, se così è realmente accaduto, ci troveremmo di fronte a un doppio oltraggio: all’Italia, rappresentata in quella cerimonia dalle sue massime istituzioni, e ai sui caduti e al presidente della Repubblica».
Dal canto suo il sindacato belga si è preso la colpa, atteggiamento che però non assolve proprio nessuno. Di contro la Cgil dovrebbe dissociarsi dai colleghi belgi, condannando la grave mancanza di rispetto verso l’Italia, mentre invece ha pensato bene di flirtare con il sindaco di Charleroi, che nel suo discorso ha fatto un vero e proprio show degno del peggiore campo largo. Non una parola sui morti che lavoravano come bestie, ma ha parlato di antifascismo, resistenza e dittatori, per poi azzardare un paragone improbabile tra Marcinelle e Ceuta, come a voler giustificare l’assalto dei 70mila nordafricani nell’enclave spagnola. Miele per le orecchie di Landini, che ha ordinato ai suoi con tono perentorio di invitarlo prossimamente in Italia ad una manifestazione contro il governo Meloni.
Ma anche un parallelo sbagliato, visto che i minatori italiani andarono a Marcinelle sulla base di un accordo «carbone per forza lavoro», mentre le ondate migratorie nordafricane hanno tutt’altre ragioni e tutt’altre dinamiche.
