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Insulti sessisti e violenti contro l’europarlamentare della Lega Maria Cisint. La Sardone: “Niente condanna dai finti democratici”

Ad Anna Maria Cisint la solidarietà di Sardone: “Se pensano di bloccarla non hanno capito assolutamente nulla”

Insulti sessisti e violenti contro l’europarlamentare della Lega Maria Cisint. La Sardone: “Niente condanna dai finti democratici”
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Le scritte che sono apparse su un muro di Ronchi dei Legionari, in provincia di Gorizia, andrebbero condannate in modo bipartisan. Nel mirino di quelli che, per ora, sono ignoti è finita Anna Maria Cisint, oggi europarlamentare della Lega ma fino a due anni fa sindaco di Monfalcone. Cisint è da sempre in prima linea contro l’islamizzazione e contro gli eccessi di un’immigrazione incontrollata che non fa bene al territorio e questo la espone ad attacchi incrociati e scomposti, come quello sul muro della città che ospita l’aeroporto di Gorizia.

L’insulto è sessista della peggior specie per l’europarlamentare, accompagnato anche da bodyshaming: eppure, ci raccontano che è la sinistra quella democratica e inclusiva che fa le lotte femministe e che demonizza la sessualizzazione e la violenza di genere. “Anale esplosivo e nazifascista: gloria a quella cicciona della Cisint”, si legge sul muro. La scritta della vergogna ha una firma, ovviamente provocatoria e di stampo evidente, ed è quella di Matteo Salvini. “Sono colpevole di lottare per il rispetto della legalità, per il futuro di questo Paese e per la difesa della libertà e della democrazia, quei principi che il fondamentalismo islamico vorrebbe portarci via attraverso una strategia di conquista silenziosa, che passa per l'indottrinamento nelle moschee abusive, sui social e che ora arriva perfino alla diffamazione e al dileggio pubblico, ovviamente mai condannato, ma anzi coperto e giustificato, dai finti democratici e intolleranti che vorrebbero mettere il bavaglio a me, alle mie colleghe e alla Lega”, ha dichiarato Cisint replicando al vile insulto, annunciando anche che, ovviamente, presenterà denuncia.

“Esprimo massima solidarietà all’amica e collega Anna Maria Cisint, vittima di vergognose minacce sui muri di Ronchi dei Legionari. Non è la prima volta e purtroppo non sarà l’ultima. Queste scritte oltraggiose e deliranti ovviamente sono totalmente inutili. Se pensano di bloccare Anna Maria Cisint nel suo lavoro sul territorio e nelle sue battaglie non hanno capito assolutamente nulla, visto il suo grande coraggio e la sua grande determinazione. Continuerà, con la Lega al suo fianco, a impegnarsi per rispondere alle esigenze dei cittadini e nelle sue battaglie a difesa della nostra identità e contro l’islamizzazione”, ha dichiarato Silvia Sardone, europarlamentare e vice segretaria della Lega. Le scritte di Ronchi dei Legionari sono arrivate a poche ore da quelle lasciate sulla sede del partito di Monfalcone dove, forse le stesse mani o forse altre, hanno vergato “fasci appesi” sulle vetrine.

"Le scritte ingiuriose apparse contro Anna Maria Cisint a Ronchi dei Legionari sono un atto grave e vile che condanno con forza. Questi gesti vigliacchi, così come certe querele intimidatorie, non ci fermeranno. La battaglia che portiamo avanti insieme – io, Anna Maria Cisint e Silvia Sardone – per la difesa della nostra identità, sicurezza e valori occidentali resta più forte che mai.

Chi ricorre agli insulti, al vandalismo o alle intimidazioni giudiziarie dimostra solo di non avere argomenti validi contro chi, come noi, lavora per i cittadini che vogliono legalità, rispetto per le proprie radici e un futuro per le nostre comunità. Solidarietà totale ad Anna Maria”. Lo ha dichiarato l’europarlamentare della Lega e vicepresidente del gruppo Patrioti per l’Europa Susanna Ceccardi.

Cisint: "L'Italia non diventerà mai una teocrazia islamica"

“Se non la pensi come loro, se denunci la strisciante radicalizzazione già in atto in questo Paese, devi essere appeso a testa in giù. Questo è il pensiero del PD, che da Venezia, a Monfalcone a Genova dovrebbe cambiare il nome da partito democratico a 'partito islamico'. È successo nel Consiglio comunale di Genova, dove di fronte agli ordini del giorno della Lega che chiedevano semplicemente il rispetto della Costituzione e il contrasto alla radicalizzazione islamista, il consigliere islamico del PD ha risposto con parole oscurantiste, arrivando perfino alle minacce. Ha negato che nelle moschee, che lui stesso ha ammesso essere abusive, si annidi la radicalizzazione. E, ovviamente, guai a denunciare il rischio fondamentalismo: altrimenti, secondo questo signore, dovremmo finire come a piazzale Loreto", ha dichiarato l'europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint. "Parole gravissime, perfettamente in linea con il clima intimidatorio che, in queste ore, una parte del mondo islamista sta alimentando contro la Lega, contro chi difende la legalità, la sicurezza e i valori dell’Occidente. Un clima che, ancora una volta, trova sponde e copertura politica nella sinistra. A Genova, evidentemente, per fare aprire gli occhi al PD non è bastata neppure l’inchiesta su Hannoun che, secondo quanto emerge dalle indagini, sarebbe stato il referente Hamas in Italia, mentre frequentava esponenti del 'campo largo'".

"Il loro disegno è sempre lo stesso: avanzare pezzo dopo pezzo dentro le nostre istituzioni democratiche per svuotarle dall’interno, normalizzando la sottomissione della donna, l’islamismo politico e la Sharia. Ed è inaccettabile è l’arroganza con cui tutto questo viene portato avanti: questi estremisti si sentono autorizzati ad alzare il livello dello scontro convinti di poter agire impunemente", ha aggiunto l'espontente del Carroccio a Bruxelles. "Ma non glielo permetteremo, l’Italia non diventerà mai una teocrazia islamica.”

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