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Europa

Migranti, estremisti e Russia: von der Leyen blinda l'Europa

La presidente si “barcamena” tra una maggioranza litigiosa costretta sempre di più all’aiuto dei conservatori. Tra Green Deal superato dalla realtà e minacce esterne da fronteggiare con compattezza

TOPSHOT - European Commission President Ursula von der Leyen gestures as she delivers a speech during her annual State of the Union address at a plenary session of the European Parliament in Strasbourg, eastern France on September 16, 2026. EU chief Ursula von der Leyen said on September 16, 2026 the future of the 27-nation bloc depends on how it manages climate change and artificial intelligence, as she delivered a major speech in Strasbourg. (Photo by Jean-Christophe VERHAEGEN / AFP)

Si affida a una citazione di Charles Dickens, la presidente della Commissione, per l’annuale «descrizione veritiera del mondo in cui viviamo». Lo scrittore britannico affrescava l’Europa della rivoluzione francese. E proprio attorno ai concetti di «solidità» e «precarietà», Von der Leyen in un’ora e un quarto di discorso invita i 27 Paesi a destreggiarsi tra guerre ibride e minacce alla sicurezza interna. Linee guida per l’Europa, per confermarsi «più forte e indipendente». Assi che il «governo Ue» vuol portare avanti nell’azione iniziata nell’autunno 2024, incidentata da un Green Deal superato dalla realtà e da una litigiosa maggioranza di popolari, socialisti, centristi e verdi

«Ceuta è Spagna, dunque Europa» In due anni c’è stata una riduzione del 55% degli arrivi illegali, con ulteriore calo del 35 quest’anno, spiega confermando l’irrigidimento della linea Ue sulla migrazione irregolare. Ma la novità è legata alla crisi dell’exclave spagnola. Deroghe ad hoc alle procedure in casi di arrivi di massa: «Serve evolversi». Proporrà un nuovo Strumento Ue di risposta alle emergenze. Alcuni socialisti sono insorti. Ursula tiene il punto: rispetteremo valori e diritti. «Ma non scenderemo a compromessi, siamo noi a decidere chi entra nell’Ue e in quali circostanze. Non passeur o trafficanti». Sarà rafforzata Frontex, pure per accelerare i rimpatri; migliorato l’alert in Paesi terzi. «Proteggere le frontiere» da ondate «organizzate». Regolarizzazioni modello Sánchez non pervenute.

Industria, AI e social per i minori

Chiesto uno sprint all’intelligenza artificiale in sanità, trasporti, agroalimentare, manifattura avanzata, difesa, spazio. L’Ai, su cui Ursula vuole «rallentare la corsa» dei modelli avanzati. Poi via a restrizioni per l’accesso alla rete dei minori; niente social media sotto i 13 anni e niente account personale prima dei 15. La Commissione presenterà l’Eu Kids Act: regole differenziate in base all’età.

Niente debito comune

Ursula invoca il ricorso a risorse proprie, per gli Stati, glissando sul debito comune come condizione per la competitività. Contraddizione che rischia di svuotare di credibilità gli obiettivi dell’autonomia energetica, nota Forza Italia. Parziale il richiamo di VdL al Rapporto Draghi. Entro la fine del 2027 revisione del mercato unico. Poi denuncia i danni alla crescita provocati da «sovra-regolamentazione» e lancia un Sos ai 27 per ridurre burocrazia e oneri amministrativi: rallentano imprese e Pmi.

Il clima e l’estate «della verità»

Oltre 35mila decessi in più nelle ondate di calore. «L’Europa si sta riscaldando al doppio della velocità rispetto alla media globale» Serve adattarci. Da imposizioni si passa alla preparazione. Nuovo quadro per la resilienza ai cambiamenti climatici, rinnovabili prodotte in patria; nucleare, biometano. «Dobbiamo elettrificare l’Europa». Obiettivo: raddoppiare l’elettrico entro il 2040.

Niente Trump, niente Zelensky

Von der Leyen prova a non scontentare nessuno: «La pace è minacciata: la guerra della Russia infuria sull’Ucraina, dove c’è una deliberata strategia del terrore, la sosterremo».Ursula mette l’Europa sulla difensiva: rivendica l’aumento della spesa per la difesa di quasi l’80% negli ultimi 5 anni; il sostegno all’Ucraina, «impegnata a lottare per il proprio futuro e per la libertà europea»; quello alla Groenlandia «a fronte delle minacce».

Ingerenze straniere e propaganda

La n.1 di Bruxelles parla di guerra cognitiva. «Le minacce non provengono solo dall’esterno. C’è un ascesa di forze antidemocratiche e antieuropee. Ma nulla è inevitabile, pensate all’Ungheria. Permetteremo che le nostre democrazie vengano minate da marionette di regimi? Ultranazionalisti o antieuropeisti, interferenze russe o disinformazione, l’obiettivo è lo stesso: vogliono infrangere la nostra unità. Non limitiamoci a reagire: lottiamo per la nostra idea di Europa».

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