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Europa

“Ora fermare l’Islam politico”. La Lega presenta una risoluzione Ue per mettere al bando i Fratelli Musulmani

Cisint, Ceccardi e Sardone hanno fatto un passo avanti per impedire l’uso strumentale della religione “per portare avanti una guerra di conquista dell’Occidente”

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L’Islam politico è diventato un problema per l’Unione europea e purtroppo le istituzioni se ne sono accorte con colpevole ritardo. Per troppi anni è stato permesso ad associazioni islamiche di insediarsi nel cuore dell’Europa senza subire particolari controlli. Ora nelle principali città prolificano le moschee abusive e l’unico Paese europeo che non ha nemmeno una moschea autorizzata è la Slovacchia. Nel rispetto della libertà di culto di tutti, il problema è il tentativo dell’Islam di insinuarsi tra le pieghe del potere per imporre la legge del Corano. Un tentativo che si protrae da anni e che ha potuto contare su diversi cavalli di Troia nel corso del tempo, prima fra tutti la sinistra europea sempre più radicale che considera il mondo islamico un ampio bacino elettorale che, ovviamente, in cambio chiede qualcosa.

È in questo scenario che si muove l’organizzazione dei Fratelli Musulmani, che già diversi Paesi chiedono di bandire perché considerata un veicolo politico che potrebbe mettere a rischio la democrazia occidentale. Ma che siano i singoli Paesi dell’Unione a muoversi non serve, la risposta dev’essere corale ed è a questo che mira la risoluzione del gruppo Patrioti per l’Europa, su iniziativa delle eurodeputate leghiste Anna Maria Cisint, Susanna Ceccardi e Silvia Sardone, contro l’islam politico e l’influenza della rete dei Fratelli Musulmani. “L’allarme rosso è stato lanciato dalle intelligence di mezza Europa: a rischio c’è la tenuta delle nostre istituzioni democratiche, minacciate da organizzazioni fondamentaliste internazionali che seguono e applicano l’ideologia dell’islam politico. È l’uso politico e strumentale della religione per portare avanti una guerra di conquista dell’Occidente, e in Europa sta già accadendo. Per farlo usando le nostre stesse leggi, insinuandosi nelle nostre istituzioni e sfruttando il taxi elettorale offerto dalla sinistra”, dicono le tre deputate.

“La principale organizzazione che opera in Europa è la Fratellanza Musulmana, che ambisce, come spiegato dalle intelligence, alla sovversione del sistema democratico per imporre la Sharia, la legge islamica. La Fratellanza, attraverso la sua rete di organizzazioni satellite, è riuscita già ad insinuarsi nelle istituzioni europee e ad accedere a fondi Ue. In Italia, attraverso associazioni com Ucoii, finanzia con milioni di euro l’edificazione di moschee e le attività degli imam. Le nostre libertà, la nostra sicurezza e quella di tutti i cittadini europei sono a rischio. Per questo abbiamo depositato una risoluzione che arriverà già la prossima settimana in plenaria a Strasburgo: tra i punti chiediamo l’inserimento dei Fratelli Musulmani nella lista Ue delle organizzazioni terroristiche, come già avvenuto in diversi Paesi”, concludono le tre onorevoli leghiste, dando più ampio respiro all’iniziativa.

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