L’Europa fa quadrato e cerca di costruire una risposta coordinata agli attacchi ibridi della Russia, diventati negli ultimi mesi sempre più frequenti e potenzialmente più audaci. La sensazione è che gli strumenti al momento a disposizione delle capitali europee non siano sufficienti per contenere le offensive non armate di Mosca contro gli alleati dell’Ucraina: dai sabotaggi alla disinformazione fino agli sconfinamenti nello spazio aereo della Nato.
Per questa ragione ieri a Bruxelles si sono riuniti i ministri della Difesa europei per discutere una proposta della Commissione europea per la creazione di un nuovo Protocollo di sicurezza di emergenza: se uno stato membro venisse colpito da un attacco ibrido, può richiedere immediate consultazioni con gli alleati per coordinare la risposta. Il modello di riferimento è l’articolo 4 della Nato che prevede la riunione dei paesi membri nel caso un alleato ritenga che «la propria sicurezza sia minacciata». In pratica colloqui ad alto livello tra i vertici politici e militari, non una risposta armata collettiva immediata (come invece prevede l’articolo 5 dell’Alleanza Atlantica in caso di attacco convenzionale da un paese terzo).
«Se ci troviamo di fronte a una guerra ibrida, dobbiamo avere una Difesa ibrida. Dobbiamo valutare come definire gli strumenti di cui dobbiamo disporre per essere pronti a utilizzarli» ha dichiarato al Financial Times il commissario europeo alla Difesa, Andrius Kubilius. Per l’alto rappresentante della Ue per gli Affari Esteri e la Sicurezza Kaja Kallas «si è trattato di una prima discussione in merito, una fase davvero iniziale». Tuttavia Kallas ha voluto ricordare un dettaglio importante: «molti Paesi hanno sottolineato che tale meccanismo deve essere assolutamente complementare alla Nato, non creando nulla di aggiuntivo».
Si tratta di un punto condiviso da diverse cancellerie europee per evitare che la risposta europea sia indebolita da un apparato decisionale di enormi dimensioni. I tempi al momento sono incerti: sempre Kallas ha sottolineato che «non tutti i partecipanti sono intervenuti sul tema, quindi non posso indicare se vi sia una maggioranza favorevole o meno». Conscia della minaccia degli attacchi ibridi, anche l’Alleanza Atlantica si muove: mercoledì 30 settembre il segretario generale della Nato Mark Rutte parteciperà alla riunione del Coreper, il comitato dei rappresentanti permanenti presso l’Ue.
