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Europa

Ottobre senza petrolio saudita. Macron convoca un G7 sull’energia

Con l’oleodotto Est -Ovest bombardato dagli Houthi, Riad non assicura più le forniture all’Ue. Costi del diesel oltre i 200 dollari al barile. Tutte le Borse in rosso. Francia nella tempesta

A mezzanotte scade la proroga di due giorni sullo sconto di 17 centesimi al litro deciso il 4 agosto. Il Governo si riunisce oggi per valutare le contromisure: in arrivo una prima proroga di pochi giorni sulle accise del gasolio fino a settembre, seguita da un intervento mirato a tutela delle fasce pi deboli. - Mercoled“, 26 Agosto , 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse) Midnight marks the end of the two-day extension on the 17-cent-per-liter fuel discount introduced on August 4. The Cabinet meets today to discuss next steps: a initial few-day extension of the diesel excise tax cut through September is expected, followed by targeted measures to support low-income households.- Wednesday, August 26, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

L’Europa rischia di entrare nell’autunno con un problema in più. Al caro energia, con il petrolio ampiamente sopra la soglia dei 100 dollari al barile, si aggiunge il nodo legato all’approvvigionamento energetico. Ieri Saudi Aramco ha comunicato ad alcuni raffinatori europei che il mese prossimo sospenderà le forniture di greggio a causa dell’attacco all’oleodotto Est-Ovest, il principale sbocco del greggio saudita verso il Mar Rosso. Riad è stata costretta a chiudere il suo maggiore oleodotto attaccato la scorsa settimana con droni, in un’azione rivendicata dagli Houthi.

La decisione di stoppare le forniture, stando a quanto riportato da Bloomberg, riguarderebbe tutti i clienti europei che hanno contratti di fornitura a lungo termine con la compagnia petrolifera statale saudita da cui partivano, stando ai dati aggiornati a giugno, circa 577mila barili al giorno destinati ai Paesi europei dell’Ocse. Già nei giorni precedenti erano emerse cancellazioni e rinvii di alcuni carichi destinati al Vecchio Continente. Questa nuova tegola spingerà le raffinerie a cercare forniture alternative in un contesto dove il diesel europeo ha superato quota 200 dollari al barile.

Il crescente livello di allerta sulla crisi energetica ha indotto Parigi a chiedere un vertice straordinario del G7. Il presidente francese Emmanuel Macron ha infatti dichiarato che convocherà una riunione nelle prossime settimane per discutere un possibile rilascio dalle scorte strategiche di prodotti petroliferi e ha fatto sapere che la Francia si rivolgerà alla Commissione europea affinché venga intrapresa un’azione comune su questo tema. «Questa azione europea è urgente», ha avvisato il numero uno dell’Eliseo.

Il nodo energia ha portato in dote nuove tensioni sui mercati finanziari con tutte le Borse europee che hanno chiuso in rosso con in affanno soprattutto i titoli del comparto bancario e dell’automotive; cali di oltre 5% per Volkswagen e Renault, così come per Stellantis. Tensioni anche sui bond con proprio la Francia sotto l’occhio del ciclone. Per la prima volta dal 2012 lo spread tra i titoli di Stato francesi a 10 anni e quelli tedeschi di pari durata ha toccato quota 100 punti base, con il rendimento degli Oat balzato oltre il 4,5%, sui massimi a 18 anni. «Questo andamento riflette una crescente preoccupazione degli investitori per la sostenibilità delle finanze pubbliche francesi - rimarca Gianluca Bergamaschi, Head of Fixed Income Mandates presso Generali Asset Management - e il deficit fiscale resta ben al di sopra dei parametri europei ed è accompagnato da un deficit delle partite correnti che rende l’economia più dipendente dal finanziamento estero».

Il mercato ormai da mesi vede la Francia come il Paese più fragile dell’area euro a livello di finanze pubbliche. Giovedì il ministro dell’Economia, Roland Lescure, ha stimato il deficit al 5,4% del Pil quest’anno; quindi, la discesa sotto il 5% è rimandata al 2027 a causa di una crescita più debole e di costi degli interessi più elevati. Gli esperti temono che il peggio debba ancora arrivare, con Société Générale che vede lo spread in area 120 se l’incertezza politica aumenterà ulteriormente. Le vendite hanno colpito ieri anche i Treasury, con il decennale statunitense riportatosi sopra la soglia del 5%, mentre il Btp di pari durata rende il 4,4%, con spread Btp-Bund in area 90 punti base, ben 10 punti inferiore rispetto a quello francese.

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