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Europa

Parlamento Ue, Ppe-destre bloccano missione su Stato di diritto in Italia

Il blocco formato da Ppe, Ecr, Patrioti e Esn ha bocciato la mozione delle sinistre e messo in fibrillazione la maggioranza che sostiene Von Der Leyen

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Ppe, Ecr, Patrioti e Esn votano di nuovo insieme. Ieri, i gruppi di centrodestra del Parlamento Ue hanno bocciato la mozione promossa dai Socialisti, Verdi e Left per avviare una missione di monitoraggio sullo stato di diritto in Italia.

Il Gruppo di monitoraggio sulla democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali della commissione Libertà civili (Libe) del Parlamento Ue ha, invece, votato (sempre a porte chiuse) a favore della missione in Grecia e confermato quella in Ungheria. Decisivo, secondo quanto riferiscono varie fonti parlamentari all’Ansa, è stato il voto contrario del Ppe. Ora, probabilmente, il gruppo sarà chiamato a votare anche sulla Romania, ma le forze progressiste vorrebbero proporre una nuova mozione sull’Italia, anche se è molto improbabile che questo avvenga. “È difficile che passi di nuovo la proposta sull’Italia, soprattutto con l’avvicinarsi dell’anno elettorale”, riferisce una fonte. I promotori della mozione sollevano dubbi sul rispetto dello Stato di diritto in Italia in merito alla giustizia, alla libertà di stampa, agli spyware e ai diritti delle famiglie arcobaleno. Il gruppo di monitoraggio, nato nel 2018, ha finora avviato serie di missioni in vari Stati membri, tra cui Malta, in Slovacchia, Bulgaria, Slovenia, Grecia, Ungheria e Spagna. Nei confronti dell’Italia, nel maggio 2025, ha organizzato delle audizioni in cui sono intervenuti anche giornalisti come il direttore di Fanpage Francesco Cancellato e l’ex conduttore di Report Sigfrido Ranucci. I ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio non parteciparono in prima persona, ma inviarono due funzionari governativi, ognuno in rappresentanza del proprio ministero di riferimento.

Intanto, due eurodeputati tedeschi, il popolare Niclas Herbst e il socialista René Repasi, propongono un accordo strutturato tra Ppe e S&D, simile a quello esistente da anni in Germania, così da ridare vigore alla maggioranza centrista a Bruxelles.

I due europarlamentari, nel corso di un’intervista doppia a Politico, spiegano di voler scongiurare “vittorie facili” dei partiti radicali, soprattutto quelli di estrema destra e rendere più prevedibile l’attuazione del programma della presidente Ursula von der Leyen. I due propongono una nuova struttura di governo della maggioranza, simile al comitato di coalizione tra Cdu e Spd a Berlino, che gestisca le controversie e individui le priorità. L’obiettivo è arginare la rivalità tra socialisti e popolari, i quali si sono serviti dei voti dei gruppi di destra durante le votazioni su temi divisivi come l’immigrazione e il Green Deal.

Herbst, che guida la delegazione della Cdu nel Ppe, e Repasi, capodelegazione della Spd in S&D, sono contrari alle intese raggiunte provvedimento per provvedimento e intendono definire preventivamente le priorità dei due gruppi, prevedendo anche compensazioni e concessioni reciproche sui temi più controversi. “Se non abbiamo fiducia e non troviamo buone soluzioni, se non produciamo risultati per le persone, saranno i populisti e gli estremisti a sinistra e a destra a decidere”, dice Herbst. Dal canto suo, Repasi avverte che la persistente “frustrazione” e la “sfiducia” per le intese del Ppe con l’estrema destra potrebbero allontanare definitivamente i due gruppi, con il rischio di una “catastrofe politica” e della paralisi del sistema decisionale di Bruxelles.

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