Da Facebook alla strada 2000 volti «si raccontano»

L’idea è futuristica e presuppone che in un tempo ancora a venire sia possibile conoscere l’identità delle persone semplicemente dagli aggiornamenti del proprio status sui vari social network. E che questi siano visibili ovunque, anche per strada, captati da speciali recettori. In pratica, l’ultima creazione firmata Ivan Olita è la mostra pubblica «You is», 2mila ritratti di altrettante persone che hanno accettato di dichiarare il proprio status al momento dello scatto. E le cui immagini a partire da oggi verranno affisse alle fermate delle stazioni della metropolitana e all’interno dei tram e trasformate in migliaia di cartoline da distribuire nei locali. Non solo, a partire dal primo febbraio saranno anche proiettate sul megaschermo in piazza del Duomo, in corso Como e a Linate con un video in cui scorreranno tutte le facce. Così c’è Giulia che quando si è fatta immortalare, ha dichiarato che il proprio status era il «Nulla assoluto». Matteo invece si sentiva «Contro corrente» mentre Faruk pensava al «Bisness».
In realtà, la mostra (realizzata con il supporto di IGP Decaux e Atm, col patrocinio del Comune e la collaborazione di quattro università) è l’ultima fase del progetto «Is - identità sociale» iniziato a settembre con un’operazione di guerrilla in cui sono stati affissi per Milano 15mila poster in cui si invitavano i cittadini a riflettere sul proprio status sociale. «Se ho un profilo su Facebook e ci scrivo sopra, ci sono delle ripercussioni anche all’esterno - spiega Olita -. Noi aggiorniamo il nostro status in maniera compulsiva, quando ho messo i cartelli per strada però chiedendo alla gente di dire cosa stavano facendo, provando e pensando, le persone erano scioccate. Non erano abituate a concepire l’invadenza di un social network». Eppure Olita, 22 anni, studente all’Accademia di Brera con la passione per le nuove forme di comunicazione, è convinto che la barriera fra offline e online sarà presto abbattuta. «Ci sarà una fusione fra l’elemento web e quello non web e potremmo conoscere l’identità delle persone dai loro aggiornamenti. Prevedo un mondo in cui ci saranno recettori in grado di captare quello che uno scrive. E così diventiamo dei palinsesti viventi che danno informazioni al pubblico sulla nostra giornata».
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