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Contributi colf e badanti, occhio alla scadenza in arrivo: entro quando mettersi in regola per evitare sanzioni

Il 10 di ottobre è il termine ultimo per versare la quota del terzo trimestre: tabelle e cifre

colf e badanti

Dal 1° al 10 ottobre le famiglie italiane che hanno in essere un rapporto lavorativo con colf, badanti o baby sitter regolarmente censito, sono chiamate a rispettare la scadenza prevista per il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti per legge ai lavoratori domestici: la finestra riguarda il terzo trimestre dell’anno, vale a dire la copertura assicurativa per le retribuzioni erogate tra luglio e settembre.

Si tratta del penultimo step del calendario fiscale annuale predisposto dall’INPS: l’ultimo dei quattro appuntamenti in calendario, quello relativo al trimestre finale ottobre-dicembre, andrà invece saldato entro i primi dieci giorni di gennaio del nuovo anno. Quanto peserà sui conti delle famiglie questo terzo versamento?

Bisogna innanzitutto precisare che l’esborso non segue un’aliquota fissa, ma il suo calcolo dipende da una serie di variabili, come la natura del contratto, la paga oraria prevista e, ovviamente, il numero delle ore di lavoro effettivo accumulate dal dipendente. A incidere sulle cifre finali per l’anno in corso è stato anche il consueto adempimento di inizio anno dell’INPS, che ha adeguato le tabelle contributive all’inflazione registrata dall’Istat (+1,4%). Nello specifico, i parametri prevedono:

  • Un minimo di 1,70 euro per le paghe inferiori a 9,61 euro l’ora;
  • Un massimo di 2,34 euro quando la paga supera gli 11,70 euro orari;
  • Un importo che viene calcolato in modo proporzionale sulla base della paga oraria pattuita per le fasce comprese tra i primi due estremi;
  • Un contributo addizionale dell’1,4%, destinato al finanziamento della NASpI, previsto solo per i contratti a termine, dal quale tuttavia si è esentati qualora l’assunzione sia stata effettuata per sostituire un lavoratore temporaneamente assente.

In aggiunta alla quota INPS, la cifra finale comprende tradizionalmente una piccola quota simbolica destinata alla Cassacolf, il fondo di assistenza integrativa contrattuale per i dipendenti del settore, calcolata in misura fissa oraria.

Una delle novità più significative di quest’anno riguarda la definitiva dematerializzazione delle notifiche. L’istituto ha archiviato l’invio dei tradizionali bollettini cartacei per la quasi totalità dell’utenza: l’unica eccezione transitoria riguarda i datori di lavoro con almeno 76 anni d’età, per i quali è rimasto attivo il recapito postale della documentazione annuale.

Per tutti gli altri, l’emissione del pagamento avviene esclusivamente in modalità digitale tramite il sistema pagoPA. I datori possono generare il documento di pagamento direttamente dal Portale dei Pagamenti INPS, fruibile anche tramite App IO o l’applicazione INPS Mobile. L’avviso consente la regolazione del conto via home banking (circuito CBILL), in posta, in banca o presso le ricevitorie e i punti vendita abilitati. In caso di variazione dell’orario svolto nel corso dell’estate, la piattaforma INPS consente la rettifica dinamica dei dati prima di scaricare l’avviso definitivo coi parametri aggiornati e corretti.

Occhio alle tempistiche: presentarsi in ritardo alla scadenza del 10 ottobre comporta l’applicazione automatica delle sanzioni civili INPS, calcolate su base annua in relazione al tasso ufficiale di riferimento. Se la regolarizzazione spontanea riduce il danno economico, il prolungamento dell’inadempienza o un eventuale accertamento ispettivo aumentano notevolmente l’esborso finale.

Senza contare il profilo delle tutele: l’assenza del versamento espone il datore a gravi responsabilità in caso di infortunio sul lavoro o malattia del dipendente, mancando la regolarità della copertura INAIL e previdenziale.

Per agevolare il rispetto degli obblighi e contrastare l’omissione involontaria, l’INPS ha affiancato alla digitalizzazione un nuovo servizio di video-guida personalizzata. Attraverso questo strumento, accessibile nell’area riservata del portale, le famiglie possono monitorare in tempo reale lo stato dei pagamenti fin dal primo trimestre dell’anno e sanare eventuali dimenticanze prima che scattino le sanzioni ordinarie.