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«Finalmente giochiamo alla pari ma occhio a Eto’o»

nostro inviato a Milanello

Caro Zambrotta, cosa è successo a lei e a Gattuso? Siete risorti? Merito di chi?

«Io e Rino abbiamo giocato poco negli ultimi 2-3 mesi della passata stagione rispettando le scelte del tecnico. Alle critiche tipo “sono finiti, cotti“, siamo vaccinati. Per me è venuto il mondiale, ed è stata, tra tanta delusione, la mia unica fortuna, perchè Allegri e il Milan hanno capito che potevano ancora fidarsi».

Guardi, Zambrotta, che i giudizi sul suo conto non erano solo dei critici: qui c’entra Leonardo...

«A me Leonardo non ha mai detto, in faccia: “sei finito“. Mi ha fatto giocare, poi mi sono infortunato e al rientro sono stato utilizzato a sprazzi».

Nel frattempo è riuscito a tornare in Nazionale: come è stato possibile?

«É stata una gran bella soddisfazione: merito del Milan ma anche mio, perchè ho sempre ribadito la mia disponibilità. Ho 98 presenze, voglio raggiungere quota 100, sono tra i primi 5 azzurri di tutti i tempi come fedeltà».

Non sarà che in circolazione c’è poco materiale e non di alto pregio?

«É il solito dibattito: io mi guardo intorno e vedo Santon, Antonelli, De Silvestri, il nostro Antonini, anche Balzaretti ha fatto progressi. Mi chiedo: se non li fanno giocare e non realizzano esperienza internazionale, come pensano di portarli a Coverciano?».

A proposito di Coverciano: come farà a tornare Cassano in azzurro?

«Guardi che è molto migliorato l’ultimo Antonio. Io l’avevo incrociato a Bari, ai tempi della primavera, adesso ha chiesto scusa a Garrone, è già un bel passo in avanti rispetto alle precedenti abitudini. Se dovesse finire in un ambiente giusto, si metterebbe in riga definitivamente, a livello calcistico non si discute».

Il primato del Milan si può spiegare solo col ruggito della vecchia guardia?

«Sono sempre loro a dare l’esempio, a dimostrare di non aver ancora esaurito voglia di correre e di vincere. Quest’anno poi, sul campo, lavoriamo molto di più rispetto all’epoca Leonardo. E quelli della mia età se non curano i dettagli e lo stile di vita, non possono farcela».

Eppure, in difesa, nonostante Nesta e Zambrotta, i gol fioccano...

«Subiamo tanti gol, troppi: è vero. Ma è altrettanto vero che siamo fatti per farne uno in più, abbiamo un attacco molto forte e per assecondarlo ci assumiamo qualche rischio. Allegri poi ci spinge avanti».

Paolo Maldini sostiene che questo nuovo Milan può addirittura aprire un nuovo ciclo: conferma?

«Aprire un ciclo è prematuro, arrivare fino in fondo a giocarci qualcosa sui tre fronti, è invece possibile, anzi molto probabile».

É la prima volta che il Milan, dopo un paio di anni, riesce a rivedere il derby alla pari con l’Inter: sottoscrive?

«Certo che sottoscrivo. Abbiamo vinto l’ultimo derby due anni fa, con Ronaldinho di testa. Non per colpa nostra ma perché nel frattempo quelli dell’Inter erano nettamente più forti».-

Cosa è successo all’Inter?

«Avevano ottenuto una miscela perfetta: Mou il grande motivatore, stavano bene fisicamente, come squadra diventavano un rullo compressore. Adesso si vede lontano un miglio che puoi metterli in difficoltà».

Se la prendono tutti con Benitez: ha colpe?

«É un momento così, gli gira tutto contro».

Chi è il cliente più pericoloso di domenica sera?

«Io l’ho conosciuto bene a Barcellona: si tratta di Eto’o. É l’anima della squadra, attraversa un periodo di forma eccezionale. Per fermarlo c’è una sola contromisura da adottare: aspettare il raddoppio di un collega, e mai lasciargli il tempo di prendere un metro di vantaggio, altrimenti non lo acchiappi più».

Il Milan a che santo deve votarsi?

«A Ibrahimovic. Ha ancora tanti margini di miglioramento: può dare di più. Dai tempi della Juve l’ho scoperto più maturo e più altruista, serve assist ed è generoso con la squadra, guardate quanti recuperi effettua in difesa».

Meno gol e meno punti rispetto a un anno fa in testa alla classifica: che razza di campionato è?

«Io arrivo dalla Spagna: da quelle parti le difese non sono organizzate, da noi gli allenatori studiano la notte come fermare un attacco. A Bari, per esempio, poteva finire 6 a 2 per noi. É un torneo più incerto e anche più bello».

Chi concorre per lo scudetto?

«Oltre all’Inter e al Milan, ci sono anche Roma, Lazio e Juventus. Il Napoli non è ancora pronto per il grande salto. Da scudetto ha l’attacco».

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