(...) credevamo morti e sepolti con l'avvento e l'impegno delle due presidenze che a Genova non hanno l'ombra di rivali effettivi e potenziali. Sulla soglia del primo terzo di campionato il Genoa «vanta» la miseria di un punto di buono sul terz'ultimo posto (Bologna e Palermo) e 3 sul lumicino di coda (Siena) che si è appena preso il lusso di fregarlo. La Sampdoria sta un solo punto più su (sarebbero due, ma il perché è miserevole). Voglio essere generoso: il gioco delle squadre di Ferrara e Del Neri fa pena. Difatti i numeri sono in sintonia. Ha messo la freccia e ci ha superati persino il Pescara del generoso Stroppa. Per essere certi di salvarsi, Genoa e Sampdoria dovranno raccogliere da qui alla fine almeno altri 30 punti a testa. Cari tifosi, non vi tremano le gambe se vi ricordo che nelle ultime 12 partite disputate (6+6), 36 punti in palio, se ne sono complessivamente raccattati 2 (2 il Genoa, zero la Samp)? E semmai 4 nelle ultime 14 (7+7), 42 punti in gioco, 3 il Genoa, 1 la Samp? Uno sfacelo del genere non ha precedenti nella storia calcistica genovese del dopoguerra.
Di chi è la colpa? Mio padre si era fermato alla quinta elementare per cominciare obbligatoriamente a lavorare, ma era vispo di cervello. Diceva: la colpa è nel manico. Sissignori. La colpa della disfatta blucerchiata è della presidenza Garrone, che da quando ha perso Marotta sta generosamente sprecando soldi in direttori sportivi fallimentari con annessi e connessi. La colpa della disfatta rossoblu è del presidente Preziosi, che non so se ci guadagna ci perde o fa pari (e non potrebbe importarmene di meno) ma so che se continua a giocare con le figurine rischia di finire come a Saronno e a Como, dove non hanno dimenticato. C'è stato il tempo in cui i Garrone ci hanno fatto godere, con Novellino e Flachi, Mazzarri e Maggio e Campagnaro e Cassano, Del Neri e Pazzini e Cassano? C'è stato. C'è stato il tempo in cui Preziosi ci ha fatto godere con Gasperini e Criscito e Borriello e Ferrari e Milito e Thiago Motta e Palacio? C'è stato. L'ingratitudine non è il mio pane. Però qui siamo arrivati e non mi garba - e sono certo non vi garbi - di sorbirci un'altra retrocessione, singola o doppia che fosse, in «virtù» di alibi (se mollassero Garrone e Preziosi dovremmo chiudere bottega
) che cominciano ad esalare l'odore del ricatto.
Preziosi e Garrone Il motivo dello sfacelo sta tutto nel manico
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