I rapinatori agivano in coppia, ma il «capo banda» era il più giovane, di appena 14 anni. Era lui a scegliere le vittime anziane da derubare per strada, dopo averle pedinate, e gli altri componenti del gruppo (oltre al complice che faceva da palo, c’era l’autista della fuga) si adeguavano, pur essendo più grandi. E il 14enne era anche quello con più precedenti alle spalle per reati dello stesso tipo.
La squadra investigativa del commissariato Mecenate venerdì scorso ha arrestato per tentato furto aggravato i due giovani, di 14 e 18 anni, cittadini romeni nati in Spagna. A bloccarli per primo è stato proprio un 80enne preso di mira. I poliziotti hanno notato in via Medeghino un’auto di grossa cilindrata in doppia fila con tre persone a bordo e il motore acceso, pronta a ripartire. Poi hanno visto che sul marciapiede un uomo di 80 anni cercava di trattenere per il polso un ragazzo. Il giovanissimo è riuscito a divincolarsi grazie all’aiuto del complice ed entrambi sono saliti in auto per fuggire. Dopo essersi accertati che l’anziano che aveva subito il tentato furto del portafogli stesse bene, gli agenti hanno seguito la macchina in fuga fino in via Ripamonti. Qui i tre ladri hanno replicato: mentre il guidatore è rimasto nel veicolo, gli altri due hanno cominciato a pedinare un anziano. Però hanno visto una Volante in arrivo e quindi hanno cercato di allontanarsi. A quel punto i poliziotti del Mecenate sono intervenuti bloccando i due. Il 18enne è finito a San Vittore, mentre il 14enne nel centro di prima accoglienza del Beccaria.
Per la prima volta, visto che nelle precedenti occasioni in cui era stato fermato in flagrante sempre per furto o rapina non era mai stato arrestato, perché non aveva 14 anni. Alcuni mesi fa inoltre il giovane è stato fermato dalla polizia locale mentre era alla guida di una macchina di grossa cilindrata, una Bmw 730. Lui non aveva subito conseguenze, erano scattati il fermo amministrativo del veicolo e le sanzioni amministrative a carico del padre.
