Scriviamo questo pezzo sul «Malpensa Express» mentre ci dirigiamo – orgogliosi della meta – all’Aeroporto “Silvio Berlusconi”, località Cascina Malpensa. Che sarà il prossimo toponimo da cambiare. In Fascina Malpensa. Noi siamo felici. Da oggi il principale scalo aeroportuale di riferimento per Milano è intitolato al nostro amato Presidente. Più vivo che mai. La decisione è stata contestata da alcuni consigli locali in Lombardia, ma il tribunale ha respinto il ricorso. I giudici sono sempre dalla parte di Silvio. La cerimonia di inaugurazione ha avuto momenti di grande commozione. Purtroppo, però, continuano a esserci quelli che Malpensano. Ed è a loro che ci stringiamo idealmente. A Marco Travaglio, che ora non potrà più transitare da qui... Sarebbe insostenibile per lui. «Taxi! All’aeroporto Berlusconi, per favore». «Subito, direttore. Terminal 1, Terminal 2 o Canale 5?». O il sindaco Sala: visto che non ha voluto inaugurarlo, per coerenza d’ora in poi dovrà cambiare scalo. Partirà da Linate, inaugurato e intitolato a Enrico Forlanini nel 1937, Anno XV dell’era fascista. Contento lui. O le femministe di «Se non ora, quando?» (quando parte il volo, no?) che per una malintesa forma di Resistenza continueranno a chiamarlo Malpensa. Reazionarie.E per il resto, adesso pensiamo a migliorare l’aeroporto “Silvio Berlusconi”: deve diventare gratuito e eco-compatibile. E poi lo ribattezziamo «Free International Green Airport». Silvio apprezzerebbe l’acronimo.

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