Sì, va bene. A febbraio il capo del team di ricerca sulle misure di sicurezza di Anthropic si è dimesso avvertendo che il mondo è in pericolo. Poco dopo OpenAI ha sciolto l’unità incaricata di valutare se i modelli sviluppati dall’azienda potessero rappresentare rischi gravi. Poi diversi ricercatori se ne sono andati quando il Pentagono ha avanzato la richiesta di un utilizzo illimitato dell’Ia. A luglio 1.100 dipendenti dei principali laboratori di intelligenza artificiale del mondo, tra cui OpenAI, Anthropic, Google DeepMind e Meta, hanno inviato una lettera aperta al governo degli Stati Uniti chiedendo di creare delle regole per gestire lo sviluppo dell’Ia. E ieri, a rassicurare tutti, un ricercatore di Anthropic, Jacob Coxon, si è dimesso dalla società lanciando un allarme: “L’Ia può sterminare l’umanità entro la fine del decennio”.
Noi, che pur votando a destra abbiamo letto Cioran e Schopenhauer, sappiamo che il progresso non sempre è una buona soluzione. Ma oggi vogliamo fare professione di ottimismo. Ogni volta che l’umanità avanza, c’è sempre un Jacob Coxon che si oppone alle macchine agricole, alle automobili, agli aerei e a internet predicando l’estinzione. Ma, per fortuna o purtroppo, siamo sempre qui.
E comunque, tra il profeta di sventura che sceglie di spaventare l’umanità stando fuori da Anthropic, e un eroe che (come nei film di fantascienza...) prova a salvarla standoci dentro, noi scegliamo il secondo. Senza neanche doverlo chiedere all’Ia.
