Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:35
Giù la maschera

Oktobertett

Accusati di rappresentare in modo sessista la donna, gli organizzatori dell’Oktoberfest su pressione della Città di Monaco, amministrata dai Verdi, hanno dovuto rivestire le statue delle quattro ragazze, che prima indossavano il Dirndl

Peccato, avevamo già deciso di tornarci dopo un sacco di anni, i tempi dell’università... Eravamo io, l’Enrico, detto Heineken, lo Spugna e il Cisterna, uno dei più formidabili bevitori di birra che abbia mai conosciuto. Però ieri ci siamo telefonati e abbiamo rinunciato.

Eh sì. Sarà la nostra personale forma di protesta contro la decisione di censurare le statue di donne in cartapesta che da ottant’anni accolgono i visitatori sulla Teufelsrad, «la Ruota del Diavolo», la piattaforma girevole all’ingresso dell’Oktoberfest. Accusati di rappresentare in modo sessista la donna, gli organizzatori dell’Oktoberfest su pressione della Città di Monaco, amministrata dai Verdi, hanno dovuto rivestire le statue delle quattro ragazze, che prima indossavano il Dirndl, l’abito tradizionale tedesco, miniabiti o gonnelline colorate; e ora portano pantaloni lunghi e camicie accollate. La morale è salva. L’intelligenza abdicata.

Pensavamo di avere noi il partito Verdi&Sinistra più stupido d’Europa, e invece

Mah. Sarà il sessismo, sarà l’islamismo Domanda. Perché a giugno, al Gay Pride, per le vie di Monaco

giravano uomini in perizoma e donne in topless, e all’Oktoberfest non si può mostrare una scollatura?

Ah. Poi ci sono le femministe. Donne che per una vita hanno manifestato per il diritto di mostrarsi a seno nudo e adesso vogliono vietare le rappresentazioni di nudo che ritengono denigratorie verso le donne. Se non ci fosse di mezzo l’Oktoberfest, parleremmo di ubriacatura. Ideologica.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.