Premesso che noi siamo contro il woke da sempre, e premesso che da sempre pensiamo che il fascismo ha esagerato ma da quella cultura abbiamo imparato tanto, apprezziamo davvero il fatto che Chiara Valerio - il volto petaloso della cancel culture, figlia d’anima della Murgia, che se la rincontrasse oggi la spedirebbe in un rehab per vannacciani, apostata di una apostata! - ieri su Repubblica abbia ammesso che “Il woke ha esagerato ma da quella cultura ho imparato tanto”.
Siamo a “il woke ha fatto anche cose buone”. Tipico dei fascismi.
Comunque. Cara Chiara e caro Valerio. Te lo diciamo fluidamente. Anche noi da quella cultura abbiamo imparato tanto. Esempi. Come sia impossibile per voi accettare un confronto rispettoso con il pensiero altrui. Come sia semplice, quando le femmine si mettono d’accordo, far credere che i maschi siano l’origine di ogni male. Come sia stupido pensare di cambiare la realtà cambiando le parole. Come sia ipocrita affrettarsi a prendere le distanze da una cosa su cui fino a ieri eravate tutti allineati. Come sia difficile riuscire a dire “Abbiamo sbagliato: era solo un’enorme cazzata”. E come siate bravissimi a fornire la soluzione dei disastri che create voi. E purtroppo alla fine, lo diciamo a te che sei una matematica, Chiara, i conti non tornano. A differenza dell’aritmetica, nella vita 1 + 1 può fare anche 3 (“E questo cosa c’entra?”, “Niente, ma ci piaceva”).
E comunque, a proposito del rapporto fra woke e sinistra, maestoso fu l’inizio, tragico il prosieguo, comica la fine.
