Per gli ideologi del «meglio una profonda povertà per tutti» di staliniana memoria la notizia che Naomi Campbell ha deciso di prendersi casa a Milano (non è certo che prenda la residenza) è stata una pugnalata. Son preoccupati che i milionari stranieri attratti dalla norma CR7 che facilitò l’arrivo di Cristiano Ronaldo nel periodo della Juventus (fu creata una flat tax che oggi è di 300.000) trasformino Milano in una città solo per ricchi, ma non esistono città per ricchi, ma solo quartieri per ricchi, che già ci sono. Si sono anche dimenticati che la norma CR7 fu introdotta dal Governo Gentiloni, il fondatore del PD. Eppure l’arrivo di questi nuovi inquilini porta lavoro a migliaia di persone. Il più atteso ora sembrerebbe essere Bernard Arnault e si preparano per lui tappeti rossi. Ha comprato la Casa degli Atellani in Corso Magenta dalla famiglia Castellini Baldissera nel 2022 per circa 60 milioni di euro, casa che prima non era certo abitata dal proletariato. Da allora tutti si aspettano che Arnaud possa anche lui arrivare tra residenti di Milano, ma per ora il CEO di LVMH (ha circa 70 marchi da alta moda come Dior, Vuitton, Loro Piana, Givenchy e Kenzo) i tempi non sono lunghi, ma lunghissimi e il cantiere (che occupa una marea di addetti) è in pieno lavoro. Proprio in questi giorni è arrivata la delibera per le prime due stanze ristrutturate della casa che è sottoposta a un vincolo di tutela monumentale da parte della Soprintendenza. Del resto apparteneva a Ludovico il Moro e sul retro si trova ancora oggi la vigna di Leonardo da Vinci che il duca di Milano donò a Leonardo nel 1498 in cambio merce perché aveva già speso troppo con le guerre. Proprio di fronte si trova Santa Maria delle Grazie che ospita l’Ultima Cena di Leonardo. Qualcuno insiste nel dire che Arnault potrebbe portare a Milano la sede di LVMH, ma pare che ci sia stata una smentita più che precisa per cui si avvalora la notizia che voglia farne casa sua anche se gli addetti ai lavori che stanno portando avanti questa ristrutturazione al bar di fronte, l’Amaretto, dove vanno a bere il caffè, dicono che Arnold non abbia ancora deciso che cosa fare esattamente in quella casa (e le maestranze, si sa, sono sempre meglio informate dei maghi della finanza).

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