Questa settimana la nostra serie «Scandali sotto il sole» continua con l’amore esplosivo del «Molleggiato» Adriano Celentano e di Claudia Mori. Si conobbero d’estate sul set di un musicarello e nulla poté trattenerli: nemmeno i rispettivi fidanzati, liquidati all’istante. Nel 1963 si scambiarono il primo bacio, goffo e rocambolesco, e la stampa impazzì. L’estate dopo si sposarono, ma con l’aiuto di un frate riuscirono a beffare i paparazzi, che rimasero a bocca asciutta. Le nozze furono infatti celebrate alle 3 del mattino.
Il mare di Amalfi, i limoneti e le case arroccate sulla scogliera fecero da sfondo a uno degli scandali estivi che più ha infiammato le cronache rosa. Un amore inaspettato, che scatenò e divise l’opinione pubblica, trasformandosi in un caso nazionale: protagonista ne fu Adriano Celentano, il Molleggiato, già un fenomeno e in testa alle hit parade del tempo.
Era l’estate del 1963: Adriano partecipava in un doppio ruolo, nei panni di se stesso e in quelli di Peppino, mascalzone di buon cuore, alle riprese di un «musicarello» scritto dal grande Vittorio Mertz. Si intitolava Uno strano tipo ed era una commedia degli equivoci: il lieto fine prevedeva che Peppino, dopo averla messa incinta, sposasse Carmelina, bella popolana, interpretata da una giovanissima esordiente, tale Claudia Mori. Aveva appena 19 anni ed era splendida quanto la sua omonima Cardinale, alla quale anche assomigliava: per Adriano, che di anni ne aveva 26, «fu un colpo di fulmine, anzi i fulmini furono addirittura tre o quattro».
Dal primo giorno, cercò il modo di conquistarla, ma la ragazza era un osso duro e di lui non si fidava per niente. Poco le importava della sua notorietà, anzi il codazzo di amici che si portava dietro la infastidiva non poco. E gli ostacoli erano anche ben altri: sia il Molleggiato che Claudia erano infatti già fidanzati. Fidanzatissimi, proprio: lui stava da anni con Milena Cantù, commessa di profumeria, la ragazza del Clan come l’avevano battezzata i fan, che la consideravano praticamente sua moglie; lei viveva una storia appassionata con un calciatore molto noto, Francisco Ramon Lojacono, gran pezzo di ragazzo. Ma Adriano per Claudia aveva perso la sinderesi al primo sguardo e dello scandalo che si profilava all’orizzonte non si curò: doveva trovare un pretesto per avvicinarla. Chiese aiuto agli sceneggiatori: e se nel copione fosse inserita la scena di un bacio? Niente, non ci fu verso. Fu allora che ebbe l’idea, stramba a dir poco.
Dopo aver giocato la carta dell’amicone, la invitò a cena con il resto della troupe. «Mi passi a prendere quando è pronta», le disse con nonchalance, dandole ancora del lei. E Claudia accettò. Una volta che fu nella sua stanza d’albergo, Celentano calò tutti gli assi che aveva: fu lui stesso a raccontare la dinamica del loro primo bacio in diretta Tv, a Pippo Baudo, quarant’anni fa. Impacciato di fronte alla freddezza mista a sensualità di Claudia, abbozzò un goffo complimento: signorina, che belle braccia muscolose. Lei quasi si offese e si schernì. Invece sì, insistette lui, sembrano anche braccia forti, mi sfidi a braccio di ferro, vediamo chi vince. Non è dato sapere se la ragazza in cuor suo avesse già deciso: fatto sta che la sfida ci fu, i gomiti sul tavolo, le facce vicine nello sforzo: e il bacio arrivò. Con tutto il resto, quella sera stessa.
Dopo il colpo di fulmine, scoppiò il tuono: il fragore di quello scandalo estivo fu immenso. Sul set lo sapevano tutti, per primi gli amici di Adriano, Miki Del Prete e Don Backy, che nel film avevano una parte. Anche perché gli innamorati non fecero nulla per nascondersi: durante una pausa delle riprese, volarono insieme addirittura a Parigi e quando rientrarono i paparazzi erano sul piede di guerra. I rispettivi fidanzati traditi non ebbero quasi il tempo di protestare: la storia era sulle prime pagine di tutti i giornali. Divenne un tormentone, milioni di italiani volevano sapere: poco carinamente, molti sentenziarono che la Mori fosse una sfasciafamiglie e tifavano per la ragazza del Clan, la quale aveva trangugiato signorilmente il benservito, evitando interviste richieste a peso d’oro. Anche Lojacono fu liquidato in quattro e quattr’otto. La gran parte dei giornalisti liquidò invece la storia come un capriccio estivo del Molleggiato, destinato a finire con la bella stagione. Mai previsione fu meno azzeccata: esattamente un anno dopo, nell’estate del 1964, Celentano e Claudia erano diventati una coppia inseparabile, lei aveva anche iniziato a gestire il Clan. E insieme regalarono alle cronache rosa un altro colpo di scena: un matrimonio segreto.
Vivevano ormai inseguiti dai flash e il loro amore alimentava senza sosta le copertine dei settimanali, sposarsi senza il seguito di una folla immensa sarebbe stato impossibile. Ad avere l’idea risolutiva fu quella volta un frate francescano, Ugolino: si sarebbero giurati amore in chiesa in piena notte, beffando così fotografi e giornalisti. Per motivi eccezionali, come l’incolumità dei coniugi (e quello era il caso suggerito dall’amico frate), la Chiesa permette infatti il cosiddetto matrimonio di coscienza, cioè segreto. Ugolino aveva nascosto in sagrestia l’abito di nozze di Claudia, un vestitino con la gonna forse un po’ troppo corta, e diede appuntamento agli sposi il 14 luglio alle 3.30 del mattino nella Chiesa di San Francesco a Grosseto. Adriano e Claudia arrivarono con una manciata di testimoni mezzi addormentati e mezzi matti come loro, e fu una cerimonia bellissima. Quella notte d’estate era nata la «coppia più bella del mondo».
