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Gossip

Quel bacio rubato tra Diana e Dodi: lo scoop mondiale da 1 miliardo di lire

Era la prima estate dopo il divorzio da Carlo: la principessa fu paparazzata con l’imprenditore egiziano

Il bacio tra Dodi e Diana

La nostra serie «Scandali sotto il sole» prosegue con il racconto di una fotografia tanto inseguita, quanto unica. Fu la prova che Lady Diana e Dodi Al-Fayed, sorpresi sullo yacht di lui, fossero amanti. La famiglia reale inorridì: la madre di William e Harry, eredi al trono britannico, con un musulmano! Lo scattò fruttò una fortuna a Mario Brenna, il fotografo che riuscì nel colpaccio e che solo vent’anni dopo lo ha raccontato. Fu l’ultima estate di Lady Diana: 28 giorni dopo, morì con il nuovo compagno in un incidente a Parigi.

Un bacio durato dieci secondi, su uno yacht al largo della Sardegna: esattamente il 3 agosto del 1997 quel bacio stravolse per sempre il destino di Lady Diana, allora la donna più famosa del mondo, e del suo compagno, Dodi Al-Fayed, miliardario egiziano. Cambiò anche, ma in positivo, le sorti del fotografo di quello che è stato definito lo «scoop del secolo»: la prova che la moglie divorziata del principe Carlo d’Inghilterra aveva una nuova relazione. Lei, madre degli eredi al trono britannico William e Harry, amava un musulmano: fu uno scandalo assoluto, senza pari.

Quell’estate più che mai la principessa era sulle copertine dei giornali di tutto il mondo: era trascorso un anno dal suo divorzio reale e il sogno dei paparazzi era trovarla fra le braccia di un nuovo amore. In luglio era stata paparazzata nel mare di Saint Tropez a bordo di uno yacht da mille e una notte, ospite del vecchio Mohamed Al-Fayed, ricchissimo imprenditore proprietario anche dei magazzini Harrods a Londra. Aveva portato con sé i due figli e le foto che la ritraevano in barca, in moto d’acqua e mentre si tuffava erano centinaia: Diana era un’affascinante donna single di 36 anni, in cerca di serenità dopo la vita molto turbolenta a corte. L’invito dell’imprenditore arrivò al momento giusto: una vacanza super protetta, con tutti gli agi cui Lady D era abituata. Ed era anche perfetto per dare sui nervi alla famiglia reale: non era infatti un segreto che il miliardario sognasse di entrare nelle grazie della regina. E che Elisabetta, pur apprezzandone l’enorme ricchezza, avesse sempre snobbato quell’egiziano parvenu, non concedendogli la cittadinanza britannica. Per la Famiglia, la divorziata Diana con i principini al seguito ospite di Al-Fayed era una gran seccatura, quasi un affronto.

A Saint Tropez, dove l’imprenditore aveva un villone, Lady D era stata paparazzata con il figlio di lui, Dodi, sensibile al fascino delle belle donne e della notorietà: ma nonostante i rumors che si scatenarono veloci come il vento, all’apparenza erano solo amici. Non c’erano prove di un possibile amore. Fino a quel 3 agosto, poco dopo mezzogiorno. A raccontare come nacque lo scoop del secolo è stato vent’anni dopo l’autore dello scatto, Mario Brenna, già fotografo di moda e conoscitore del jet set anche grazie all’amicizia con Stefano Casiraghi, marito della principessa Carolina di Monaco.

Quella mattina, come faceva ogni estate, Brenna con il suo piccolo gommone batteva le acque davanti a Cala di Volpe, in Sardegna, a caccia di vip. Le imbarcazioni che avevano gettato l’ancora in quello specchio di mare erano moltissime e tutte da nababbi, ma uno yacht in particolare catturò la sua attenzione: lo Jonikal, 60 metri, 9 cabine, 2 ponti. Brenna ci era stato a bordo, era appartenuto a un suo buon conoscente: sbirciò dunque per riconoscere chi fosse quella figura slanciata e bionda che spuntava sul ponte. E quasi gli prese un accidenti: era lady Diana.

La situazione era complicata e si può riassumere così. Primo: bisognava nascondere la notizia ai colleghi paparazzi. Secondo: non si sapeva chi altri ci fosse con lei. Terzo: se anche ci fosse stato Dodi, erano già stati pubblicati ovunque gli scatti innocenti di Saint Tropez, questa volta ci voleva di più. Il fotografo aspettò due lunghissimi giorni prima di scattare, avanti e indietro da quella baia senza farsi seguire dagli altri; finalmente, il terzo giorno lo Jonikal prese il largo verso la Corsica, direzione Capo Sperone. Diana e Dodi entrarono in acqua, ma no, lo scatto non c’era, erano troppo prudenti. Fu allora che l’esperienza di Brenna fece la differenza: sceso dal gommone, si inerpicò sulla scogliera con la macchina fotografica al collo e si mise in attesa. Finché nello specchio del suo potente teleobiettivo comparvero i due amanti, che da quella posizione poteva inquadrare perfettamente. Sbucarono sul ponte superiore dello yacht: e sì, il bacio ci fu. Dodi cingeva la schiena nuda di Diana, lei teneva le mani allacciate dietro la nuca di lui. Dieci secondi, una raffica di clic.

Ricorderete bene che 29 anni fa le macchine fotografiche avevano il rullino, non si poteva controllare all’istante se lo scatto fosse riuscito bene. E in quelle condizioni, a 400 metri di distanza, era possibile che non fosse riuscito per niente: bisognava far sviluppare il rullino. Lo scatto invece c’era: sgranato, ma nel suo genere perfetto. È entrato a far parte degli scoop più memorabili - e redditizi - di sempre: 700 milioni di lire pagò l’inglese Sunday Mirror, che il 10 agosto titolò semplicemente Il bacio; più due esclusive in Spagna e Francia, per un totale - solo quell’agosto - di un miliardo di lire e 250 milioni. Le cronache rosa impazzirono: Diana è già incinta! Dodi ha comprato l’anello di fidanzamento

Non ci fu tempo per nulla: 28 giorni dopo quel bacio, il 31 agosto, Diana e Dodi morirono insieme nello schianto nel tunnel dell’Alma, a Parigi, scappando dai fotografi.

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