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Governo

Decreto antimaranza. Ok solo a limature: legge prima di Natale

Norme subito a Montecitorio: nessun intralcio alla manovra. Messe in conto piccole modifiche senza intaccare l’ossatura del testo

Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse 19/10/2026 Roma - Italia Politica Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Palazzo Chigi per la riunione sulla sicurezza DISTRIBUTION FREE OF CHARGE - NOT FOR SALE - Obbligatorio citare la fonte LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili

Blindare le norme, disinnescare le insidie di costituzionalità e incanalare la stretta sulla sicurezza prima che i lavori parlamentari vengano paralizzati dalla sessione di bilancio.

È una corsa contro il tempo e contro le insidie tecniche quella del cosiddetto «Dl Cortei». Il provvedimento affronta in queste ore il passaggio chiave della bollinatura presso la Ragioneria Generale dello Stato, preludio all’invio imminente alle Camere. La scelta strategica dell’esecutivo è tracciata: il testo approderà prima a Montecitorio per avviare il proprio iter in commissione e in aula, evitando così perigliose sovrapposizioni logistiche con la manovra economica.

Dal momento del deposito ufficiale e della pubblicazione in Gazzetta scatterà il «conto alla rovescia» dei 60 giorni per la conversione in legge, fissando l’asticella per l’ok definitivo entro il 22 dicembre. Nella maggioranza si mette già in conto qualche limatura al testo durante il confronto parlamentare, ma l’ossatura del decreto non verrà intaccata: Palazzo Chigi e i ministeri tecnici hanno svolto un minuzioso lavoro preventivo proprio per schivare rilievi di legittimità.

Il cuore politico e normativo del provvedimento punta dritto su prevenzione, deterrenza e responsabilità diretta, specie a fronte dei recenti episodi di violenza urbana che hanno visto protagonisti gruppi giovanili. A margine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica a Milano, il vicepremier Matteo Salvini ha rimarcato il cambio di passo: «Avere a brevissimo a Milano 500 parà addestrati che hanno avuto anche esperienza all’estero per garantire la sicurezza dei milanesi e delle persone per bene è qualcosa in più». Salvini, ricordando che «già in questo 2026 sono arrivati 200 uomini e donne delle forze dell’ordine in più», ha scandito il principio base della misura: «Il messaggio che deve arrivare nelle case e nelle scuole, perché la gran parte di quelli che hanno devastato e saccheggiato sono minorenni, è che nulla resterà impunito. Chi rompe paga e se a devastare sono minorenni da oggi in avanti la multa e il risarcimento danni sono a carico dei genitori, quindi mamme e papà un po’ distratti pagheranno di tasca loro». A chi adombra il rischio di una risposta puramente repressiva, il ministro replica secco: «Se uno esce di casa con le mazze ferrate, le forbici e i martelli, c’è poco da fare a scuola, lì c’è da reprimere. Stiamo parlando di qualcuno che dice siamo a disagio e poi ha telefonini da 1.700 euro. Hanno saccheggiato negozi di abbigliamento, scarpe e telefonia, quindi il disagio non c’entra nulla». Sulla stessa linea il vicepremier Antonio Tajani, che dal Forum Coldiretti rispedisce al mittente le accuse dell’opposizione: «Il giustificazionismo è inaccettabile da parte della sinistra. Nessun malessere può portare ai furti nei negozi, a distruggere e saccheggiare i supermercati. Non c’è una crisi alimentare, si tratta di delinquenza minorile che deve essere punita». Per il titolare della Farnesina «non è repressione, è prevenzione: lo Stato c’è e la presenza di 500 militari significa un controllo maggiore».

Nel merito giuridico interviene il Guardasigilli Carlo Nordio, chiarendo alla Camera che il provvedimento affianca la prevenzione alla repressione e precisando che sui minori non si abbassa l’età dell’imputabilità, ma la presunzione della capacità di intendere e di volere. Infine, il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago chiarisce entrando più nel dettaglio il ruolo dei militari: «Svolgeranno pattugliamenti dinamici a fianco delle forze dell’ordine nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure. Non potranno arrestare, ma fermare i soggetti in flagranza e condurli in caserma con l’ausilio della polizia».