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Espulsi due dei nordafricani che hanno aggredito il rabbino. Piantedosi: “Nessun gesto di antisemitismo verrà mai tollerato”

L’annuncio del ministro dell’Interno è arrivato un mese e mezzo dopo l’aggressione compiuta a Milano: è un segnale forte sulla posizione di questo governo

Svolta decisiva nel caso dell’aggressione al rabbino compiuta lo scorso 16 settembre a una fermata del bus di Milano, in zona bande nere, periferia cittadina. Nella serata di ieri, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato l’espulsione di due dei tre soggetti di origine nordafricana ritenuti responsabili. “Sono stati rimpatriati due cittadini stranieri che, insieme a un terzo soggetto, avevano aggredito a Milano, presso la fermata di un autobus, il Rabbino Capo della Sinagoga di Via Soderini. Non c’è spazio nel nostro Paese per odio e violenza e nessun gesto di antisemitismo verrà mai tollerato”, ha scritto il ministro in una nota social.

I due, che hanno circa 20 anni, erano già noti alle forze dell’ordine per precedenti reati e dopo le valutazioni del caso è stato deciso per il rimpatrio nel Paese di origine. “Era come se fossero orgogliosi di quello che facevano. Non hanno nascosto i volti e non hanno neppure cercato di farmi cancellare il video come altri hanno fatto in altre occasioni simili”, ha spiegato nei giorni successivi ai fatti il rabbino. Tanta la solidarietà nei suoi confronti ma anche tanta l’ipocrisia della sinistra, perché l’aggressione si è inserita esattamente a ridosso della discussione sul Ddl antisemitismo, che proprio parte delle opposizioni stanno ostacolando. Una posizione che ha spaccato il Pd, tanto che alcuni dei suoi nomi più rappresentativi sono pronti a lasciare il partito (altri lo hanno già fatto il precedenza per lo stesso motivo) per non essere associati a chi non vota per contrastare con maggiore forza l’antisemitismo.

“Nessun pugno, nessuna violenza. Ci accusano di essere razzisti, ma siamo i primi che sappiamo cosa vuol dire essere diversi. A me non interessa che sia ebreo, io vedevo solo un telefono che ci riprendeva senza un motivo. Se avessi la possibilità di incontrare quell’uomo gli stringerei la mano perché io non odio nessuno”, aveva dichiarato davanti alle telecamere il fratello di uno dei due che sono stati arrestati immediatamente dopo i fatti. Gli investigatori hanno, evidentemente, ritenuto che i fatti si siano svolti diversamente. “È ora di dire basta a violenze e odio antisemita, soprattutto nel capoluogo lombardo diventato, purtroppo, la capitale di questi gravi fatti. Questo è un ottimo segnale, dal Governo Meloni, che evidenzia zero tolleranza nei confronti di queste vili aggressioni”, ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi Riccardo De Corato. Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi: “Auspico che questa linea sarà adottata anche in futuro per tutte le violenze che accadono e che venga approvato il Ddl contro l’antisemitismo alla Camera, una vittoria della democrazia”.

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