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Governo

Il governo lavora a sei nuovi Cpr. Il caso Toscana

Il caso dei certificati medici che possono fermare un rimpatrio arriva al centro dello scontro politico in Toscana

Il Ministro dell’interno Matteo Piantedosi durante lo svolgimento del question time alla Camera dei Deputati a Roma, Mercoledì, 30 Settembre 2026 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse) MInister of interior Matteo Piantedosi in occasion of the question time in the Chamber of Deputies in Rome, Wednesday, September 30 2026. (Photo by Mauro Scrobogna / LaPresse )

«Per quanto riguarda i Cpr, siamo verso l’attivazione di sei nuove strutture e 106 nuovi posti in strutture già esistenti». Queste le parole del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ieri in un question time alla Camera. Ma il caso dei migranti e dei Cpr è tornato sotto la lente d’ingrandimento già negli scorsi giorni.

Dopo Ravenna, adesso Firenze. Il caso dei certificati medici che possono fermare un rimpatrio arriva al centro dello scontro politico in Toscana. I numeri provengono dall’ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri e raccontano un fenomeno che il centrodestra chiede di verificare: nei primi quattro mesi dell’anno, 34 migranti destinati all’espulsione su 50 sottoposti a visita sono stati giudicati non idonei al trasferimento in un Cpr. È il 68%. Un dato che, dopo l’inchiesta della Procura di Ravenna sui presunti certificati falsi, diventa terreno di scontro politico. La richiesta di Fratelli d’Italia è capire se a Firenze sia tutto regolare. La Asl Toscana Centro non aprirà un’indagine interna.

La decisione è stata ribadita due giorni fa in Commissione Sanità, dove è stato ascoltato il direttore dell’azienda sanitaria, Valerio Mari. Il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Diego Petrucci, ha chiesto chiarimenti sulle procedure, ma la risposta è stata negativa. Per FdI è una scelta «inaccettabile».

Il tema non è secondario perché la valutazione sanitaria può incidere sulla procedura di rimpatrio: se un migrante viene giudicato non idoneo, il trasferimento al Cpr viene bloccato e il rimpatrio può essere rinviato. Chiara La Porta, capogruppo FdI in consiglio regionale della Toscana, sottolinea un altro dato: «Nelle 28 Case Rifugio toscane il 64,4% sono donne straniere, una quota che sale al 71% tra le presenze rilevate a fine anno».

Ora, in Toscana il 68% è diventato il numero attorno al quale ruota il nuovo fronte dello scontro.

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