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Governo

“L’Italia ha costruito basi importanti su Ia e quantum”

“L’Intelligenza artificiale richiede capacità di calcolo e il quantum apre prospettive straordinarie”

"Con il satellite, internet volerà anche nei borghi"

Alessio Butti, sottosegretario con delega all’Innovazione, è rientrato pochi giorni fa dagli Stati Uniti, dove ha incontrato il responsabile per la tecnologia del governo, Ethan Klein.

Si preparano investimenti e collaborazioni importanti?

«Sì, la missione da New York alla North Carolina fino a Washington, con tappe alla Casa Bianca e al Pentagono, voleva rafforzare le collaborazioni tecnologiche e industriali tra Italia e Stati Uniti. Abbiamo percepito un enorme rispetto per quello che sta facendo il governo Meloni su questi temi».

Intelligenza artificiale, quantum, reti 6G, cybersicurezza ed energia: servono alleanze europee e mondiali?

«Certamente. Sono tecnologie sempre più interconnesse. L’Intelligenza artificiale richiede capacità di calcolo e il quantum apre prospettive straordinarie. Sia l’energia che le reti di nuova generazione sono pietre angolari dell’ecosistema che abbiamo in mente. Proprio il 6G è stato l’oggetto del mio incontro con Adam Cassidy, ambasciatore Usa per il Cyberspace e le politiche digitali. L’Italia ha già aderito alla call to action statunitense per una tabella di marcia comune e stringente sullo sviluppo di queste reti. Nessun Paese può affrontare da solo queste sfide».

Com’è cambiata la competizione tecnologica?

«Oggi riguarda intere filiere industriali, ossia disporre di infrastrutture, semiconduttori, capacità di calcolo, dati, energia e persone preparate. La tecnologia incide sulla competitività economica e sulla sicurezza delle nazioni. E le scelte di oggi determineranno il ruolo che i nostri Paesi avranno nei prossimi decenni».

L’Italia a che punto è?

«Ha costruito basi importanti, soprattutto su AI e quantum. Sull’Ia abbiamo lavorato su due fronti: infrastrutture, con supercomputer, AI Factory e candidatura ad ospitare una AI Gigafactory; regole, con una legge nazionale che mette al centro innovazione, sicurezza e tutela delle persone. Sul quantum abbiamo approvato una Strategia nazionale e stiamo lavorando a progetti di rilievo come Q-Lomb, per costruire in Lombardia una capacità quantistica avanzata. Per investimenti esteri, abbiamo realtà come la Q-Alliance, che porterà grande capacità di calcolo a disposizione di ricerca e imprese».

Si può non dipendere da altri in questo campo?

«Dobbiamo evitare di diventare semplici acquirenti di tecnologie sviluppate altrove. Significa investire nelle nostre competenze, mettere in relazione università e imprese e creare le condizioni per produrre innovazione in Italia. È anche il senso delle collaborazioni internazionali che stiamo costruendo, perché le capacità nazionali crescono attraendo conoscenze e investimenti. L’autonomia tecnologica significa poter scegliere i propri partner e collaborare da una posizione di maggiore forza».

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