Ceto medio, partite Iva, giovani e famiglie: la quinta manovra del governo Meloni, appena varata, punta su una sintesi tra le priorità della maggioranza, coniugando alleggerimento fiscale e interventi sociali, senza derogare alla tenuta dei conti pubblici. Il taglio dell’Irpef è il segnale politico rivendicato da Forza Italia, la flat tax per le partite Iva il principale risultato della Lega, mentre Fratelli d’Italia punta su giovani e natalità.
La misura centrale della Legge di Bilancio è l’estensione dell’aliquota Irpef al 33% ai redditi fino a 55mila euro, con un beneficio massimo di 500 euro annui e un costo di 1,2 miliardi. «Abbiamo scelto di dare un segnale al ceto medio, è uno dei provvedimenti più pesanti, ma abbiamo fatto quello che potevamo fare», spiega Giorgia Meloni in conferenza stampa, chiarendo che arrivare a 60mila euro sarebbe costato «2,7 miliardi, quasi 3 miliardi».
L’obiettivo è «allargare la platea» negli anni. La misura è strategica anche per Antonio Tajani: «Sono molto soddisfatto per il segnale al ceto medio che in questi momenti di crisi internazionale soffre di più».
Per il vicepremier, la manovra rafforza la credibilità internazionale dell’Italia grazie a conti in ordine e a un disegno organico.
La Lega rivendica invece l’aumento da 85mila a 100mila euro della soglia per la flat tax degli autonomi. «Nel complesso è una bella manovra, con alcune battaglie storiche della Lega», commenta Matteo Salvini, citando anche il capitolo pensioni. Dal 2027, ha spiegato, «chi vuole potrà recuperare tre annidi vita andando in pensione a 64 anni e non a 67». Per Meloni, la manovra deve dare risposte alle nuove generazioni. «Vogliamo che un ragazzo che inizia a lavorare in Italia senta che questa nazione vuole spronarlo», dice illustrando il premio per gli under 30: 2.500 euro tassati all’1%, erogabili in dodici mensilità o in un’unica soluzione, per evitare che i giovani debbano «fare le valigie e andarsene».
Tra gli interventi sulla natalità figura il fondo previdenziale per i nuovi nati, una sorta di “salvadanaio” con un versamento iniziale dello Stato di 100 euro e la possibilità per ifamiliari di alimentarlo nel tempo.
Una misura su cui la ministra del Lavoro Marina Calderone ha lavorato molto e per la quale esprime grande soddisfazione, ritenendolo un investimento sul futuro delle nuove generazioni. La manovra prevede anche un voucher da 300 euro per gli over 75 con pensioni fino a28mila euro, destinato alle spese sanitarie non coperte dal Servizio sanitario nazionale.
«È un aiuto concreto, e un modo per dire a milioni di anziani che non sono soli», ha detto Meloni. Sul fronte degli affitti, la cedolare secca scende al 5% per il canone concordato e all’1% per gli under 35, ed è estesa agli immobili commerciali. Per Augusta Montaruli (FdI) la misura rappresenta una risposta concreta al ceto medio, mentre Alessandro Cattaneo (Forza Italia) sottolinea come la manovra si sviluppi nel solco del sostegno ai giovani tracciato da Silvio Berlusconi.
Quanto alle coperture, la premier indica in oltre 5miliardi il contributo di banche e assicurazioni, oltre alle risorse da flessibilità europea, energia egiochi. Giancarlo Giorgetti rivendica una manovra «seria» per garantire «la sicurezza della finanza pubblica», auspicando che il Parlamento mantenga questo indirizzo. Il viceministro Maurizio Leo ricorda infine le misure per edilizia, ristrutturazioni, bonus mobili e incentivi alle assunzioni. «Non so se farò altre manovre in futuro, questo lo decideranno gli italiani», conclude Meloni. Con una postilla: «Dobbiamo essere orgogliosi del fatto che i titoli di Stato in mano alle famiglie italiane in questi anni sono cresciuti di 220 miliardi di euro».
