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Governo

Nicola Molteni: “Tolleranza zero con i violenti, ha vinto la linea Salvini”

Il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni: “La risposta dello Stato è stata imponente. Oltre 400 accompagnamenti in questura, 343 fermi e 45 arresti. E adesso chi devasta paga”

The Decathlon store in Piazza Cairoli looted by young protesters, Milan, October 18, 2026. ANSA/MATTEO CORNER

Oggi più che mai la sicurezza è importante. Ne parliamo con il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni che, in vista del congresso della Lega, ha presentato una mozione congressuale sul tema della sicurezza e della lotta all’immigrazione clandestina.

A Milano devastazioni e saccheggi, basta il decreto per bloccare i manifestanti violenti?

«Il diritto a manifestare è sacro, ma non può diventare il diritto a devastare e a saccheggiare. La guerriglia urbana di Milano non è tollerabile, con oltre 100 poliziotti feriti e oltre 1 milione di danni. La risposta dello Stato è stata imponente. Oltre 400 accompagnamenti in questura, 343 fermi, di cui l’80% minori, e 45 arresti. Il decreto anti maranza voluto dalla Lega è una risposta di fermezza e di rigore. Nessuna tolleranza e zero impunità verso chi porta disordine, caos e mette a ferro e a fuoco le città. Ora chi devasta paga e ristora i danni causati, ha vinto la linea di Matteo Salvini».

C’è chi dice che bisogna fare di più.

«La risposta è nei numeri: 46mila operatori in divisa assunti in 3 anni, altri 25mila entro il 2027, 7.300 militari addestrati, tre decreti sicurezza per rafforzare gli strumenti di contrasto a baby gang, maranza, spacciatori e ladri di case, lo sgombero di oltre 6mila stabili occupati abusivamente, gli sbarchi ridotti dell’80% rispetto al 2023, i reati nel primo semestre del 2026 in calo del 10%. Sulla sicurezza la mano ferma della Lega è evidente, dobbiamo continuare a investire come abbiamo fatto finora».

Quanto è preoccupato per le proteste degli autotrasportatori al Sud?

«Il ministro Salvini e Rixi con tutto il Governo stanno affrontando con fermezza un tema delicato. Ascolto e confronto sì, ma nessun cedimento a chi sequestra gli autotrasportatori e taglia le gomme creando un danno al Paese».

Lei ha presentato una mozione per il congresso del suo partito sulla sicurezza.

«Sì, sicurezza e lotta all’immigrazione clandestina stanno da sempre in cima all’agenda politica della Lega e continueranno ad esserlo perché rappresentano una priorità per i cittadini. Grazie a Salvini, abbiamo ottenuto risultati straordinari negli anni di Governo difendendo e tutelando le forze di polizia, contrastando scafisti e trafficanti, riducendo gli sbarchi, aumentando i rimpatri, proteggendo i confini. I decreti sicurezza e immigrazione di questi ultimi anni hanno il volto e la voce della Lega, sono timbrati Lega e Salvini. La società sta cambiando, la criminalità cambia, e per questo sulla sicurezza bisogna continuare a investire. Sviluppo, crescita e competitività non possono esserci senza sicurezza».

Cosa pensa delle sfide interne al suo partito?

«La Lega è un grande movimento di militanti e sindaci che non muore e non morirà mai nonostante cassandre e gufi. Ha radici solide nei territori, identità, federalista e autonomista in Italia, sovranista e patriottica in Europa, di lotta e di governo. Noi siamo orgogliosi della nostra storia che va difesa e rivendicata con fierezza, ma mai nostalgici del passato. La Lega guarda al futuro con Matteo Salvini».

Perché è importante che Salvini torni al Viminale? Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi non è incisivo?

«Salvini è stato il miglior Ministro dell’Interno degli ultimi decenni. In un anno ha azzerato gli sbarchi, difeso la sicurezza dell’Italia, riportato il nostro Paese a una dimensione di dignità che la sinistra aveva svenduto. È andato a processo per il caso Open Arms, un processo politico voluto dalla sinistra per metterlo alla sbarra. Con quel processo Salvini ha dimostrato che difendere i confini non è reato. Salvini si è guadagnato sul campo, per meriti e risultati, il diritto di tornare al Viminale, e lo farà se il centrodestra vincerà le elezioni. Piantedosi, al quale mi legano stima e amicizia, è un grande Ministro che ha fatto molto bene, è stato il miglior attuatore della linea di Salvini di rigore sull’immigrazione e sulla sicurezza. Mercoledì ero con loro due a Milano al comitato sulla sicurezza, per me un orgoglio lavorare con entrambi».

Cosa è stato fatto per le forze di polizia e cosa resta da fare?

«In questi anni mi sono occupato di forze di polizia. Donne e uomini in divisa che ogni giorno lottano con coraggio e abnegazione per garantire sicurezza e legalità, libertà e democrazia. A loro va la mia gratitudine e quella della Lega per il servizio al Paese. In questi anni abbiamo introdotto il taser, le body cam, i gilet antilama, la tutela legale e quella processuale, due buoni rinnovi contrattuali. La prossima sfida sarà la previdenza dedicata per garantire loro un futuro dignitoso».