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Nordio e l’avvio dell’istruttoria: è un mio potere

Il ministro nel solco delle sue prerogative. L’iter ancora fermo

Nordio e l’avvio dell’istruttoria: è un mio potere
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Il ministro della Giustizia Carlo Nordio era pronto ad avviare l’istruttoria per la concessione della grazia a Mario Roggero. Addirittura le agenzie di stampa, nel pomeriggio di ieri, hanno annunciato che la procedura era avviata. Poi però è arrivata la smentita. Il ministro si è fermato perché nel frattempo è giunta la richiesta di grazia firmata dalla moglie di Roggero. Questo cambia le cose nella forma, anche se nella sostanza non cambia niente. Diciamo così: il dado è tratto. Si va avanti. La proposta di grazia è sul tavolo. Nonostante l’intervento dell’altra sera di Mattarella che aveva ricordato che il potere di Grazia spetta solo a lui, affermazione che diversi giornali avevano interpretato come un alt a Nordio.
Al ministero della Giustizia, a via Arenula, a due passi dal Tevere, il clima è sereno. Ieri circolava un libriccino intitolato «l'esercizio del potere di grazia». Andava di mano in mano, e molti funzionari lo leggevano e poi lo rileggevano e poi lo sottolineavano. È un testo scritto da una autorità in materia. Enrico Gallucci. Giurista, magistrato, che da 20 anni è distaccato alla Presidenza della Repubblica, responsabile dell’ufficio «comparto Grazie». Come diceva Sciascia: quando parla lui «è Cassazione». Non si discute.
La domanda che arroventa lo scontro politico è questa: il ministro Nordio si è arrogato poteri che non aveva, immaginando di avviare di sua iniziativa un iter di grazia, usurpando competenze di Mattarella oppure no?
È chiaro che nessuno discute il fatto che il potere di grazia spetti al Quirinale e solo al Quirinale. È lui, il presidente, che decide. Ha ereditato questo potere dal re, e ne è esclusivo proprietario. Nordio questa cosa la sa benissimo. Anche lui sul diritto è abbastanza preparato, visto che vive in quel mondo da una sessantina d’anni. Ma poteva o no Nordio avviare un procedimento?
Ecco qui che un funzionario del ministero mi fa leggere alcune frasi del libretto di Gallucci. Siamo a pagina 81. C ‘è un capoverso sottolineato con l’evidenziatore giallo. Lo ricopio: «...o infine nel caso di apertura di istruttoria ex officio, su impulso del Capo dello Stato o del ministro, la relativa istruttoria deve avere necessariamente corso». Le parole sono chiare: o del presidente o del ministro. Dunque il ministro ha il potere di dare impulso all’avvio di una istruttoria per la grazia. Poche righe dopo si trova una frase che sembra proprio riferirsi al caso di oggi, anche se è stata scritta anni fa. Dice così: «Resta ferma la possibilità per il capo dello Stato o per il ministro di dare avvio d’ufficio all’istruttoria prendendo spunto proprio da istanze a favore della grazia provenienti da soggetti non “legittimati”».
Chi sono i soggetti non legittimati? Tutti quelli che non sono la moglie, o i figlio l'avvocato del richiedente. Per esempio esponenti dell’opinione pubblica, della cultura o della politica.

Loro non possono chiedere la grazia, ma Gallucci spiega che il presidente o il ministro- o il ministro- possono prendere spunto dalle loro richieste per avviare l'istruttoria. Esattamente quello che avrebbe fatto Nordio se nel frattempo non fosse arrivata la richiesta «legittimata» della moglie.

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