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Governo

Palazzo Chigi attiva le accise mobili: sconto di 17 centesimi fino a mercoledì

Verrà utilizzato l’extragettito Iva di luglio per allungare di due giorni il taglio sul diesel e poi si vedrà

Carburanti Sulla rete stradale ieri la benzina era a 2,01 euro al litro, mentre il gasolio è salito fino a 2,130 euro al litro

Code infinite sulle autostrade nel fine settimana che si è appena concluso, ma anche file davanti ai benzinai più economici. Oggi, a mezzanotte, scadranno infatti gli sconti di 17 centesimi sulle accise del diesel, ma, almeno per altri due giorni - quindi fino a dopodomani - il governo ha messo in campo una misura sostitutiva: le accise mobili.

Come anticipato durante il meeting di Rimini dal responsabile economico di Fratelli d’Italia Marco Osnato e confermato ieri da un decreto ministeriale firmato dal ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti e il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, per il 25 e il 26 agosto entrerà in funzione l’accisa mobile. Nello specifico, verrà utilizzato l’extragettito Iva di luglio, che ammonta a 20,8 milioni di euro, per ridurre temporaneamente il prelievo sul gasolio di 14 centesimi, 17 se si considera anche l’Iva. Nel programma ufficiale non è ancora stato fissato nessun Consiglio dei ministri per questa settimana, quindi è difficile prevedere come il governo deciderà di muoversi a partire da mercoledì. Questo però non significa che l’esecutivo abbia intenzione di restare fermo. L’opzione di un nuovo taglio delle accise, questa volta anche sulla benzina, resta sul tavolo, ma l’obiettivo è di muoversi anche a livello europeo. Sabato l’Italia, insieme ad altri cinque Paesi europei (Germania, Spagna, Polonia, Portogallo e Austria), ha mandato una lettera all’Unione europea, affinché la comunità pianificasse una tassa sugli extraprofitti delle società petrolifere. Il maggior gettito ricavato potrebbe così essere impiegato per finanziare interventi a favore dei consumatori e delle imprese. A tal proposito ieri, la segretaria del Pd Elly Schlein, ha sfidato apertamente il governo, invitando ad ampliare la tassa a tutte le società energetiche, non solo quelle petrolifere, sottolineando che è necessario che «Meloni e Giorgetti passino dalle parole ai fatti, assumano l’iniziativa e introducano questa tassa - prima ancora - a livello nazionale». Eppure, guardando alle società energetiche italiane, di extraprofitti non se ne vedono. Inoltre, l’idea per l’Italia di muoversi da sola non sarebbe una novità, era già successo nel 2022 con il governo Draghi. Questo però aveva portato a entrate ben inferiori alle aspettative - parliamo di circa un miliardo sui 10 inizialmente previsti - e problemi a livello europeo, almeno prima della creazione di una norma comunitaria. Ed è proprio per questo motivo che il governo preferirebbe non muoversi da solo, ma aspettare una decisione unitaria europea, che potrebbe arrivare già durante la riunione di settembre.

Tornando a parlare di carburanti, nell’ultimo mese, da quando il 28 luglio il governo ha messo in campo circa 370 milioni di euro per lo sconto sulle accise del gasolio, i costi alla pompa hanno continuato a scaldarsi, anche a causa della crescenti tensioni tra Iran e Stati Uniti. Infatti, mentre il petrolio è tornato vicino ai 93 dollari al barile, i carburanti non hanno potuto fare altro che seguire. La benzina è arrivata, ieri, a 2,01 euro al litro, mentre il diesel a 2,13 euro - rispetto ai 2,14 euro al litro del 27 luglio, prima che entrasse in vigore lo sconto di 17 centesimi, ormai quasi del tutto riassorbito. L’esito è stato più che evidente nelle tasche degli italiani: secondo i dati del Codacons, solo in quest’ultimo fine settimana, con il controesodo, gli italiani hanno avuto un sovraccosto di 406 milioni di euro che, sommati a 370 milioni dell’esodo, portano il totale a quasi 800 milioni di euro.

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