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Governo

Rimpatriati 58 stranieri irregolari: grazie al Ministro Piantedosi, ai Prefetti e alle Forze dell’Ordine

Trasferiti con un volo charter diretto in Nigeria 58 stranieri irregolari. La linea della legalità e ringrazia Piantedosi, Prefetti, magistrati e Forze dell’Ordine per il lavoro sul territorio

Altri 58 stranieri irregolari sono stati rimpatriati con un volo charter diretto in Nigeria. Un’operazione che rappresenta un ulteriore passo nell’applicazione delle procedure previste dalla legge nei confronti di chi non ha titolo per rimanere sul territorio nazionale.

Il principio deve essere chiaro: in Italia le regole valgono per tutti. Chi entra e soggiorna regolarmente nel nostro Paese, rispetta le leggi, le istituzioni e le regole della convivenza civile deve poter vivere, lavorare e costruire il proprio futuro nel rispetto dei propri diritti e dei propri doveri. Al contrario, chi si trova irregolarmente sul territorio e nei cui confronti sussistono i presupposti previsti dalla legge per l’allontanamento deve essere sottoposto alle procedure di espulsione e rimpatrio.

La legalità non può essere a corrente alternata. Uno Stato credibile deve avere regole chiare ed essere in grado di farle rispettare, sempre attraverso le procedure previste dall’ordinamento e nel rispetto delle garanzie stabilite dalla legge.

Anche il tema dell’integrazione deve essere affrontato con chiarezza. Integrarsi significa partecipare alla vita del Paese, ma anche rispettare le nostre leggi, le nostre istituzioni e i principi fondamentali della convivenza civile. Chi sceglie di vivere in Italia deve comprendere che diritti e doveri procedono insieme.

In questo quadro, il rimpatrio dei 58 cittadini stranieri irregolari rappresenta un’occasione per ribadire l’importanza del lavoro quotidiano delle istituzioni. La sicurezza non si garantisce soltanto con le parole, ma anche attraverso un’attività costante di controllo del territorio, identificazione, gestione delle procedure e attuazione dei provvedimenti previsti dalla legge.

Per questo va rivolto un ringraziamento sincero al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ai Prefetti, ai Magistrati e a tutte le Forze dell’Ordine impegnate ogni giorno sul territorio nazionale per garantire la nostra sicurezza e la nostra libertà.

Un grazie particolare va ai Prefetti, che rappresentano lo Stato sul territorio e che, con responsabilità, dedizione e spirito di abnegazione, affrontano quotidianamente situazioni spesso complesse e delicate. Dietro ogni provvedimento e ogni attività istituzionale c’è il lavoro di donne e uomini che servono lo Stato e la collettività con la schiena dritta.

Il nostro ringraziamento va quindi a Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria e a tutti gli operatori della sicurezza, così come ai Magistrati e a tutti coloro che, nell’esercizio delle proprie funzioni, contribuiscono a garantire legalità, sicurezza e rispetto delle istituzioni.

Cinquantotto rimpatri non sono soltanto un numero: rappresentano l’applicazione concreta delle procedure previste dalla legge nei confronti di persone che, secondo quanto stabilito dalle autorità competenti, non avevano titolo per permanere sul territorio nazionale.

L’Italia deve continuare a essere un Paese capace di accogliere chi ne ha diritto, ma anche un Paese capace di far rispettare le proprie regole. Perché il rispetto delle istituzioni, della legalità e della sicurezza dei cittadini è alla base di ogni società civile.

Grazie, dunque, a chi ogni giorno serve lo Stato con professionalità, senso del dovere, dedizione e spirito di abnegazione. Grazie al Ministro Piantedosi, grazie ai Prefetti, grazie ai Magistrati e grazie a tutte le Forze dell’Ordine.

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