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Governo

Telefonino alla guida: 72mila patenti ritirate

Un numero importante, che rimarca come la normativa adottata dal governo Meloni funzioni in termini di prevenzione

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi sulla manovra di bilancio al termine del Consiglio dei Ministri, Roma, 28 ottobre 2026. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Dall’entrata in vigore del nuovo Codice della strada, sono state ritirate oltre 72mila patenti per l’uso del telefonino alla guida. A dirlo è stato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini (foto), nel corso della presentazione del Rapporto Dekra 2026, che si occupa di sicurezza stradale. Un numero importante, che rimarca come la normativa adottata dal governo Meloni funzioni in termini di prevenzione. «Ma quei tre secondi in cui prendi il telefonino fa la differenza tra la vita e la morte, più dell’alcol e della droga: è la prima causa di morte», ha infatti ricordato il leader della Lega. E anche se qualche italiano - ha proseguito il leghista - «mi avrà mandato a quel Paese», la priorità resta la tutela della vita di chi è in strada. Il ministro dei Trasporti ha anche annunciato possibili cambiamenti al quiz per la patente: «Non so se qualcuno ha mai provato a mettersi nei panni di un aspirante neopatentato, di 18 o anche 53 anni: auguri, ad alcune domande penso nemmeno i più professionali tra i professionisti potrebbero adeguatamente rispondere». La parte pratica, invece, dovrebbe restare com’è. Il tema sollevato da Salvini riguarda alcune «domande incomprensibili» su cui bisognerebbe intervenire. Le modifiche potrebbero arrivare a stretto giro. Proprio per il rapporto presentato ieri, l’utilizzo dello smartphone alla guida rimane il comportamento più pericoloso (63%) alla guida. Seguono l’assunzione di alcol o droghe, il mancato rispetto delle precedenze e dei segnali stradali, la stanchezza e la sonnolenza. Il nuovo Codice della strada è dunque intervenuto sulla prima causa d’incidenti stradali, e quindi di morte. «I sistemi di assistenza di nuova generazione e l’automazione offrono straordinarie opportunità per ridurre gli incidenti stradali. Tuttavia, l’efficacia di questi strumenti dipende interamente da una rinnovata consapevolezza umana», ha chiosato, durante la presentazione del rapporto, Toni Purcaro, il presidente di Dekra Italia.

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