Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla riforma del Codice della Strada la cui delega sarebbe scaduta il 14 ottobre come recitava la delega della riforma del 2024. La novità più rilevante riguarda senz’altro “multe più basse, ma eque” per quel che riguarda l’eccesso di velocità sulle strade.
Tutti i cambiamenti
Per ogni chilometro orario in più rispetto al limite di una strada, si dovranno pagare 10 euro in più: questo aumento diventa di 5 euro nelle strade cittadine dove i limiti sono a 30 o 50 Km/h. Il ministero fa un esempio concreto: con l’attuale regolamento, su una strada cittadina dove il limite è di 50, chi procede a 61 e chi va a 90 prende la stessa sanzione, compresa tra 163 e 694 euro. Con la nuova regola, invece, nel primo caso l’automobilista pagherebbe 55 euro, il secondo 200 euro.
Cambia anche l’impianto generale con le fasce di sanzioni, in pratica le categorie dove sono raggruppati gli importi che passano da 82 a 21. La multa più bassa può essere di 25 euro fino ad arrivare a 40mila euro per le infrazioni più gravi.
Le tempistiche per le notifiche
Nei mesi scorsi il ministero per le Infrastrutture e Trasporti ha proposto di ridurre il termine per le notifiche delle sanzioni con le telecamere da 90 a 30 giorni: secondo quanto riportato nella bozza, si è scelta quasi una via di mezzo con 45 giorni. Ma a cambiare saranno anche le notifiche: i verbali saranno soltanto digitali e caricati sulla piattaforma “Send”, quella della Pubblica amministrazione. Chi ne sarà sprovvisto nessun problema: continuerà ad arrivare in posta in formato cartaceo.
Cosa cambia sull’assicurazione
In passato, chi circolava senza assicurazione rischiava il sequestro del veicolo al primo controllo. Adesso, il nuovo testo spiega le sanzione si trasforma in un divieto di marcia a tempo indeterminato. Le novità sono anche per gli stranieri che vivono in Italia: chi ha un’auto per oltre 30 giorni dovrà adattarsi alle regole nazionali.
Cosa succede alle moto
Nel caso di incidenti o rallentamenti, i motociclisti potranno utilizzare la corsia d’emergenza in autostrada. Per agevolare lo scorrimento delle due ruote, i veicoli fermi in coda dovranno agevolarli formando una sorta di “corsia virtuale”. Lo stesso vale anche e soprattutto per i mezzi di soccorso. È previsto anche un programma di barriere salva-motociclisti, così come resta l’obbligo per tutti i Comuni di aderire alla piattaforma nazionale del Cude, il contrassegno per le persone con disabilità.
Cosa accade a patente e libretto
Un’altra importante novità riguarda due cose che da sempre fanno parte di portafoglio e vano portaoggetti delle auto, ossia patente e libretto. Con il nuovo Codice della strada, non sarà più indispensabile averli dietro perché gli agenti potranno verificare la validità grazie
alle banche dati nazionali. Nel testo las parola “incidente” diventa “sinistro”: secondo la bozza, gli scontri sono quasi sempre l’esito prevedibile di comportamenti sbagliati, non una fatalità.
Le altre novità
Dopo un’abilitazione, anche gli ausiliari della sosta saranno in grado di dirigere il traffico agli incroci e rilevare gli incidenti con soli danni alle cose. Il Codice della strada consentirà anche la guida ai mezzi autonomi. Novità anche per i guidatori di camion e autobus che potranno guidare fino a 70 anni, allungando quindi di due anni l’età “pensionabile”.
Tra i 65 e i 68 anni resta l’obbligo di una visita di controllo ogni due anni; dopo i 70, i camionisti potranno ancora guidare mezzi fino a 20 tonnellate, ma non più per lavorare come trasportatori per conto di altri.
