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Guerra

Arriva Merz, raid russi a Kiev. Strategia del terrore dello Zar

Colpito il Ponte Nord, nella Capitale pronta l’installazione di 12 torrette anti-drone. Berlino porta nuovi aiuti per 1,3 miliardi. E Zelensky testa missili contro i jet

L'abbraccio Il cancelliere Merz e il leader ucraino Zelensky

La guerra è arrivata a quel punto curioso della storia in cui tutti pronunciano la parola pace con la bocca e preparano la prossima offensiva con le mani. Zelensky annuncia che gli americani vorrebbero un incontro a tre con Russia e Ucraina entro la fine di ottobre. Da Mosca giunge, quasi in risposta, la promessa di intensificare gli attacchi contro le infrastrutture ucraine. È il vecchio linguaggio dei conflitti, solo con un po’ più di grazia: una mano si tende mentre l’altra stringe il pugno. Non si capisce più quale delle due appartenga alla diplomazia e quale alla guerra, perché a forza di alternarle sembrano diventate la stessa.

Zelensky annuncia che Washington è in contatto con entrambe le parti e propone un incontro tecnico, forse con la mediazione dell’India, che si è offerta. È una notizia che, in un’altra epoca, avrebbe potuto aprire una finestra sulla pace. Oggi soltanto un’altra schermata sul grande monitor di una guerra che dura da 1.684 giorni. E mentre una parte della Duma inizia a schierarsi contro Zelensky, nel quasi silenzio dei media ucraini, il presidente respinge l’appello dei parlamentari disposti ad accettare le condizioni di Mosca pur di chiudere la partita. Il Cremlino ha già stabilito la propria grammatica: combattere anche per lo 0,01% del Donetsk. È una percentuale quasi comica, se non fosse che dietro quella cifra ci sono uomini, case, città e cimiteri. Mosca promette di intensificare gli attacchi contro le infrastrutture ucraine come risposta alle dichiarazioni di Zelensky sulle raffinerie russe.

A Kiev, intanto, si installano 12 torrette anti-drone. La capitale si dota così di un nuovo paesaggio urbano: accanto alle chiese, ai palazzi e ai monumenti, le macchine della paura. Una città che si difende dal cielo mentre cerca di mantenere, almeno in superficie, una normalità sempre più fragile. Durante la visita a sorpresa del cancelliere tedesco Merz, le sirene hanno interrotto il rituale della diplomazia e un attacco ha colpito nuovamente il Ponte Nord sul Dnipro (Zelensky non esclude di bombardare quello di Kerch).

Nel frattempo, le ambasciate occidentali mettono a punto piani d’emergenza per trasferire il personale da Kiev a Leopoli od oltre il confine polacco. Un passo indietro dalla capitale avrebbe però un forte valore simbolico e rischierebbe di consegnare a Mosca una vittoria sul piano politico e psicologico. «Tutte le ambasciate degli Stati dell’Ue continueranno a operare a Kiev, nonostante le minacce russe», assicura l’ambasciatrice Ue in Ucraina, Katarina Mathernova. Dietro le rassicurazioni pubbliche, tuttavia, la diplomazia occidentale prepara già le vie d’uscita. E poi c’è Sumy, dove un uomo di 52 anni è morto e 16 persone sono rimaste ferite. Tra loro un bimbo di un anno. A Kharkiv due persone sono state uccise dai droni, bombardata in serata Odessa, parallelamente nel Mar Nero un attacco russo contro una nave cargo ha provocato un morto. L’intelligence di Kiev ha colpito due jet Sukhoi all’aeroporto militare Khanskaya in Adighezia (500 km dal confine). Potrebbe esserci lo zampino degli 007 di Kiev nella vicenda del Tupolev russo schiantatosi il 29 settembre nella regione di Amur. Almeno 3 degli 8 ufficiali deceduti erano direttamente coinvolti nell’organizzazione di raid anti-Ucraina.

Mosca sullo sfondo annuncia di avere creato un sistema globale di monitoraggio dello spazio per rilevare i lanci di vettori balistici. Zelensky replica con la nascita di un nuovo piccolo missile anti-jet e di un drone intercettore anti-Shahed fabbricato con la Germania, che mette sul piatto 1,3 miliardi e firma accordi per la fornitura di migliaia di missili IRIS-T, destinati a rafforzare la difesa aerea.