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Guerra

Blitz anti Houthi: “Ripreso il controllo di Bab el Mandeb”

La coalizione a guida saudita rimette le mani sui porti e punta alla Capitale: “Contro il colpo di Stato delle milizie filo-Iran”

Houthi

Annunciano di aver riconquistato la città portuale di Mocha, sul versante yemenita del Mar Rosso. Avanzano verso Dhubab, altro obiettivo strategico fondamentale per il commercio marittimo globale. Puntano sulla capitale Sana’a e rimettono le mani sullo Stretto di Bab el Mandeb, da cui passa il 12% del commercio mondiale e che è stato espugnato a inizio settembre dagli islamisti Houthi al soldo dell’Iran. Con l’operazione «Alba dello Yemen», iniziata lunedì, le forze governative dello Yemen raccolgono i primi frutti di un’«offensiva strategica» ai danni della milizia filo-Teheran, un’offensiva realizzata con l’aiuto di 100 jet da combattimento e supporto aereo sul terreno «24 ore su 24», grazie al sostegno decisivo della coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita. L’alleanza, sostenuta da Stati Uniti, Regno Unito e Francia, guadagna dunque posizioni chiave per riprendersi i porti yemeniti affacciati sul Mar Rosso e sottrarre agli alleati di Teheran l’altro snodo commerciale fondamentale dopo lo Stretto di Hormuz, quello Stretto di Bab el Mandeb che è la porta al canale di Suez e garantisce gli scambi tra Asia (e Medioriente) da una parte ed Europa dall’altra.

Gli attacchi contro gli Houthi arrivano da tre fronti e puntano non solo a raggiungere il controllo dell’intera costa, ma alla capitale Sana’a e all’intero Paese, «per porre fine al colpo di Stato degli Houthi» e «ripristinare l’autorità statale», spiega il portavoce della coalizione, il generale di brigata Turki al-Malki. Una «battaglia di liberazione» la chiamano le forze yemenite, dopo un decennio di conflitto in cui le milizie islamiste, foraggiate dal regime degli ayatollah in Iran, hanno strappato il controllo della città più importante dello Yemen e di vaste aree del nord-ovest, dove vive la maggior parte della popolazione.

Gli Houthi smentiscono le conquiste nemiche, ma quel che è certo è che il conflitto ha fatto un salto di qualità, anche perché i ribelli islamisti yemeniti hanno rivendicato una serie di attacchi con droni e missili balistici contro gli impianti petroliferi della Saudi Aramco, la compagnia petrolifera di Stato dell’Arabia Saudita e numero uno al mondo per produzi one, riserve e redditività.

Gli Houthi sostengono di essere in grado di costringere Riad a fermare l’aggressione. Lanciano due missili balistici in direzione di Bab el Mandeb, proprio mentre l’Iran annuncia che potenzierà la gittata dei suoi oltre i 1000 km, per minacciare più basi militari americane. La sfida di Hormuz e quella del Mar Rosso sono sempre più intrecciate.

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