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Guerra

Drone ucraino fa strage in spiaggia. E Kiev blocca il commercio russo

Un velivolo precipita sui bagnanti, 7 morti. Scambio di accuse tra i due Paesi. Economia di Mosca in crisi: si studia l’approvvigionamento dei supermercati senza passare dai magazzini

Terrore Drone ucraino sulla spiaggia di Gelendzhik, vicino al cosiddetto Palazzo di Putin: 7 morti e 40 feriti

La guerra, quando dura troppo, finisce per divorare perfino il proprio linguaggio. Non esistono più retrovie, non esistono più simboli rassicuranti, non esistono più confini morali che resistano all’usura del tempo. Rimangono i bersagli. La spiaggia di Arkhipo-Osipovka, a Gelendzhik, sul Mar Nero, è l’ultima fotografia di questa trasformazione. Sette morti, tra cui tre bambini, e 47 feriti. Le autorità russe parlano di un drone ucraino precipitato sull’arenile, mentre Kiev sostiene che il velivolo sia stato deviato dalla guerra elettronica russa. Ma il dato politico è già davanti agli occhi: il conflitto è entrato in una fase nella quale il rischio per i civili sul territorio russo non è più un effetto collaterale remoto, bensì una componente della campagna militare. La spiaggia si trova nelle vicinanze di un centro ricreativo utilizzato dall’industria missilistica. A breve distanza si trova una residenza attribuita a Putin da un’indagine giornalistica del compianto Navalny. La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha accusato Ucraina e Paesi Nato di essere diventati parte di attività terroristiche internazionali.

Al netto dei fatti di Gelendzhik, negli ultimi mesi Kiev sembra aver abbandonato la logica del colpo dimostrativo per inseguire un obiettivo molto più ambizioso: interrompere il funzionamento quotidiano dell’economia russa. Gli attacchi contro raffinerie e depositi petroliferi puntano a erodere la capacità energetica del Paese, aumentando costi, tempi di riparazione e pressione sul sistema logistico. Parallelamente, la nuova offensiva contro Wildberries, il colosso russo del commercio, non è casuale. Colpire i suoi magazzini significa interferire con una rete distributiva che movimenta merci di ogni genere, inclusi prodotti alimentari e beni di prima necessità. Tant’è che la grande distribuzione valuta consegne dirette ai negozi per ridurre la dipendenza dai grandi hub.

Mosca risponde con la medesima logica di pressione sistemica, rivendicando avanzamenti a Kharkiv e intensificando gli attacchi contro città e infrastrutture ucraine. I bombardamenti hanno causato vittime in diverse regioni, mentre Kiev denuncia la distruzione di una casa editrice a Kharkiv e un aumento degli attacchi contro porti, navi civili e infrastrutture del Mar Nero. In serata caccia polacchi hanno intercettato un aereo russo Il-20 sul Baltico. Capitolo Patriot: l’Ucraina non otterrà la licenza per produrli prima dell’inverno, secondo l’ambasciatore Usa alla Nato Whitaker.

Zelensky prosegue la riorganizzazione dello Stato: Umerov passa alla guida dell’intelligence estera, mentre Klymenko assume la presidenza del Consiglio di sicurezza nazionale. Rimossa l’ambasciatrice negli Usa Stefanishyna, al suo posto attesa la nomina dell’ex premier Svyrydenko. Nel confronto diplomatico ha rilanciato il dialogo con la Cina per impedirne un ulteriore avvicinamento a Mosca, sostenuto il progetto del sistema antimissile europeo «Freya», con l’obiettivo di costringere Putin, entro l’autunno, a scegliere la pace. «Perché se cadiamo noi, crollano tutte le nazioni dell’ex Unione Sovietica». Da Mosca arriva la replica del viceministro degli Esteri Galuzin: «Disponibilità a negoziare, ma è Kiev ad aver interrotto il processo diplomatico».

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