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Guerra

Attacco o negoziati, il bivio Iran. Trump: “Oggi riapra Hormuz”

Il tycoon: “La chance finale prima della decapitazione”. Il Centcom Usa scrive ai suoi militari: “Idee creative per colpire gli ayatollah”. Oggi a Roma i colloqui Israele -Libano, Tajani sente i negoziatori

epa13148894 US President Donald Trump announces an executive order establishing the Presidential Military Spouse Commission, in the Oval Office at the White House in Washington, DC, USA, 03 August 2026. EPA/Allison Robbert / POOL

new yorkDonald Trump annuncia l’inizio di nuovi colloqui con l’Iran, dopo aver fermato l’attacco che a suo parere sarebbe stato «il più grande dalla Seconda Guerra Mondiale», dichiara la riapertura di Hormuz e minaccia: «Voglio dare loro un’ultima chance prima della decapitazione». Ma l’Iran lo smentisce e lui si scaglia contro il nemico dicendo che il blocco militare statunitense continuerà fino a quando non ci sarà un «accordo o la resa totale». «Conoscevano la portata del raid e ora stiamo parlando con loro sotto forma di negoziato», ha spiegato inizialmente il presidente Usa sostenendo che le trattative sarebbero iniziate ieri pomeriggio. «Eravamo pronti a partire. C’è un accordo su Hormuz, potrebbe riaprire gioà oggi e ci sarà un accordo sul nucleare», ha proseguito, parlando almeno per la 38ª volta del raggiungimento di un’intesa.

La Repubblica islamica, tuttavia, ha gelato l’entusiasmo del tycoon, dicendo che «al momento non sono in corso negoziati con gli Stati Uniti». Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha chiarito di essere in trattative con l’Oman per «un’intesa» su una rotta temporanea attraverso Hormuz, al fine di consentire la ripresa del traffico. «La leadership iraniana è incredibilmente ipocrita. Chiedono un incontro, alcuni direbbero che implorano, i colloqui iniziano, con altri già programmati, eppure dichiarano di non stare discutendo di nulla, sostenendo di avere a che fare solo con l’Oman», ha replicato Trump. In realtà, anche fonti del governo pakistano hanno riferito che «nessuna data o sede» è stata ancora definita per la ripresa dei colloqui, e «non è previsto alcun incontro a Islamabad, almeno nelle prossime 24 ore». I mediatori pakistani e qatarioti sono in contatto con le parti per definire data e luogo dei colloqui diretti, e il ministro dell’Interno pakistano Mohsin Naqvi dovrebbe visitare Teheran «tra un giorno o due» per discutere questioni relative ai negoziati.

Intanto gli Usa fanno brainstorming via e-mail per trovare nuove tattiche contro l’Iran. «Stiamo cercando nuovi modi creativi e non convenzionali per fare pressione e punire» la Repubblica islamica, ha scritto un ufficiale del ramo intelligence del Comando Centrale Usa in un messaggio inviato mercoledì scorso a un ampio gruppo di analisti militari, stando ad una fonte informata citata dalla Cnn. E una seconda fonte ha confermato che un alto ufficiale militare ha inviato il messaggio la settimana scorsa, spiegando che «abbiamo bisogno di idee». La richiesta in stile crowdsourcing, per i funzionari militari insolita via e-mail, è un segnale delle opzioni limitate a disposizione di Trump per costringere l’Iran a un accordo alle sue condizioni, e ha preceduto la minaccia del presidente di nuovi raid.

Intanto Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato con i capi negoziatori di Israele Yechiel Leiter e Libano Simon Karam, che oggi si incontreranno a Roma per le trattative mediate dagli Usa, incoraggiando le parti a proseguire il dialogo con spirito costruttivo.

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