Gli houthi yemeniti hanno occupato la città di Mokha sulle coste del Mar Rosso. Fino al XIX secolo, quando fu soppiantata da Aden e da al-Hudayda, Mokha era il principale porto dello Yemen. Rinomata per essere stata il maggior mercato del caffè dal XV al XVII secolo, da questa città è derivato anche il nome della famosa qualità di caffè moca e dell’omonima macchinetta. Era dunque una delle porte d’accesso originarie del commercio mondiale del caffè. Infatti, anche dopo che furono trovati altri luoghi per la coltivazione del caffè, i chicchi provenienti da Mokha continuano tuttora a essere universalmente apprezzati per il loro forte profumo. Gli Ottomani occuparono lo Yemen alla fine del 1530, trasformando Mokha da un piccolo villaggio di pescatori in una potenza del caffè. Secondo le notizie riportate dal gesuita Jerónimo Lobo, che viaggiò nel Mar Rosso nel 1625, la città acquistò importanza infatti nel periodo della dominazione turca (eyalet dello Yemen). La pratica del bere il caffè potrebbe essere iniziata con i monaci sufi arabi, che bevevano questa bevanda stimolante per rimanere svegli durante le preghiere di mezzanotte. Nel XVII secolo la città divenne fortemente associata al caffè, quando importanti compagnie commerciali europee, tra cui le Compagnie delle Indie Orientali di Inghilterra e Paesi Bassi, vi stabilirono le proprie sedi. Tuttavia, intorno al 1720, il caffè veniva coltivato nei Caraibi e a Giava, in Indonesia, e il ruolo centrale di Mokha diminuì. E la sua produzione venne soppiantata da quella del khat, una pianta masticata dagli yemeniti per i suoi effetti simili alle anfetamine. Ora Mokha è diventato un centro molto strategico e ambito nell’attuale conflitto in Yemen. “La geografia conta”, ha affermato Alan Mikhail, professore di storia del Medio Oriente all’Università di Yale sul New York Times. “La vicinanza di Mokha allo Stretto di Bab el-Mandab, un canale navigabile a circa 80 chilometri a sud della città che collega il Mar Rosso all’Oceano Indiano, le ha conferito per secoli un ruolo di primo piano in uno dei corridoi commerciali più importanti del mondo”, ha spiegato. La vicinanza di Mokha allo Stretto di Bab el-Mandab fu fondamentale per la sua ascesa, collegandola al Mediterraneo attraverso il Mar Rosso e all’Asia attraverso l’Oceano Indiano. Oggi, le navi devono attraversare lo stretto per raggiungere il Canale di Suez e le acque europee. Da qui la sua importanza. Secondo gli analisti, per la prima volta dopo anni, il caffè stava offrendo agli yemeniti una speranza, ora, il porto da cui quel caffè dovrebbe partire alla volta del mondo è diventato un campo di battaglia. Mokha però non è più un fondamentale porto commerciale, poiché le sue fattorie di caffè non potevano competere con quelle come Giava. L’economia locale è oggi in gran parte basata sulla pesca.
Commenti
I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.