Nel grande tavolo da gioco della guerra ucraina, dove missili e diplomazia si muovono sulla stessa scacchiera, la partita continua a consumarsi tra offensive sul campo, calcoli strategici e timide aperture negoziali. Il primo tassello di questa complessa fase passa dal fronte diplomatico: Zelensky si prepara a volare a Washington per un vertice chiave con il presidente Trump, fissato per il 28 luglio. Cruciale per definire il futuro dei sostegni e le prospettive negoziali. Al summit Zelensky ha annunciato che discuterà con il tycoon anche dei nuovi droni, capaci di raggiungere 10mila km: «L’Ucraina è pronta a condividere queste tecnologie con Usa». Dal Cremlino, Peskov valuta l’iniziativa americana con pragmatismo: riconosce la volontà dell’amministrazione Trump di cercare soluzioni accettabili per le parti, ma Mosca punta a sfruttare le ambiguità della posizione Usa per favorire i propri
interessi. Resta comunque aperto il canale di dialogo con Washington.
Zelensky ha intanto rafforzato il coordinamento dell’apparato militare: con i vertici della Difesa, il nuovo comandante Drapatyi e il ministro Khmara, ha definito le contromisure alla nuova ondata di raid russi e rinnovato agli alleati la richiesta di ulteriori sistemi Patriot. Riorganizzato l’assetto della Difesa nazionale: Umerov seguirà i progetti speciali e i rapporti internazionali in materia di sicurezza, mentre l’ex ministro dell’Interno Klymenko sarà responsabile della sicurezza nazionale.
Sul campo, mentre prosegue l’evacuazione di un’ampia area del Dnipropetrovsk, Kiev ha colpito con missili Flamingo lo stabilimento militare Avitek di Kirov, a oltre 800 km dal confine, un sito strategico per i sistemi antiaerei e la produzione di vettori. Uno stormo di droni ha devastato i complessi logistici del gigante dell’e-commerce Wildberries
a San Pietroburgo e in Crimea, strategici per lo stoccaggio di componentistica militare. Nel pomeriggio, le forze russe hanno lanciato un attacco con Iskander su un campo di addestramento a Kapitanivka, dove si teneva una fiera di armi. Il raid ha provocato 12 morti e cento feriti tra addetti ai lavori e militari. L’obiettivo era l’eliminazione (fallita) di Serhiy Beskrestnov, braccio destro dell’ex ministro Fedorov. La Romania ha abbattuto un drone russo entrato nel proprio spazio aereo, mentre l’intelligence ucraina denuncia l’arrivo da Pyongyang di missili a lunga gittata destinati a Mosca. Intanto, Serhij Kuznietsov, l’ucraino accusato del sabotaggio dei gasdotti Nord Stream, sarà processato in Germania a fine ottobre.
