Non bastavano lo stallo nei negoziati o il fatto che mesi di raid congiunti israelo-americani non siano riusciti a piegare l’Iran. Ora il presidente Trump rischia di dover affrontare un nemico insidioso: il morale delle truppe. Come negli Stati Uniti, anche i militari dispiegati in tutto il Medio Oriente cominciano ad accusare il colpo di mesi di guerra senza risultati concreti e ancor meno una possibile soluzione, ovvero per tanti di loro la possibilità di tornare a casa.
L’epicentro della crisi è la Uss Abraham Lincoln, la portaerei a capo della task force schierata di fronte allo Stretto di Hormuz. Secondo i periodici Navy Times e Stars and Stripes, a bordo sono stati sventati dei tentativi di suicidio: almeno due uomini sono stati fermati dall’equipaggio prima che tentassero di tuffarsi in mare. Contemporaneamente almeno 200 familiari dei militari hanno espresso le loro preoccupazioni e denunciato lo stress psicologico degli uomini a bordo visto il prolungarsi della missione direttamente ai vertici della Marina.
I tentati suicidi sono però solo l’apice della crisi. L’emittente Ms Now ha raccolto testimonianze che descrivono una situazione davvero al limite per gli oltre 5mila uomini di equipaggio. I pasti si sarebbero ridotti ad appena mezza ciotola di riso e due tortillas; le scorte di dentifricio, deodorante e sapone a bordo sarebbero esaurite. Ma i parenti dei militari riferiscono anche di servizi igienici guasti, docce con muffa e senza acqua calda e il servizio di lavanderia non disponibile per settimane. «Il morale non è buono. A quanto pare, il medico o il terapeuta della nave ha detto che devono fare presto scalo in un porto o le persone cominceranno a perdere la testa» racconta Bonnie York, il cui figliastro presta servizio a bordo. La Lincoln era partita dal porto di San Diego a novembre e si trova in mare da ben 250 giorni. Secondo il Wall Street Journal, la Marina si appresta ad inviare la Uss George Washington al posto della Lincoln. Intanto i familiari hanno inviato una forte lettera di protesta direttamente al Segretario alla Guerra Pete Hegseth e al Segretario della Marina ad interim Hung Cao. Ad aprile Hegseth aveva minimizzato i primi segnali su carenze alimentari a bordo della Lincoln bollandole come «fake news». Ma in un clima politico rovente per l’approssimarsi delle elezioni di midterm, la situazione della Lincoln è benzina sul fuoco del malcontento per la guerra in Iran. «L’amministrazione Trump deve spiegare cosa sta facendo per sostenere i marinai della USS Abraham Lincoln. Le numerose segnalazioni di carenze di rifornimenti, problemi idraulici, deterioramento della salute mentale e altro ancora richiedono un’attenzione immediata», ha scritto su X il senatore democratico Richard Blumenthal.
