Nel momento in cui l’Occidente cerca in tutti i modi di metterti all’angolo, la tua economia crolla dopo oltre 4 anni di conflitto, gli alleati sono ridotti ai Paesi canaglia e l’unica potenza che non ti contrasta, la Cina, si guarda bene dal fornirti aiuti diretti per non scontentare nessuno, probabilmente fare infuriare anche il Giappone, che tra le altre cose ha appena lanciato un maxi programma di riarmo, non è esattamente un’idea geniale. Non è la prima e non sarà l’ultima mossa discutibile di Vladimir Putin che ieri ha deciso di visitare per la prima volta l’isola di Iturup, nell’arcipelago delle isole Curili, da sempre oggetto di contesa proprio con il Giappone. Facendo infuriare le autorità nipponiche che hanno immediatamente convocato l’ambasciatore russo mentre da Mosca arrivano le solite minacce assortite.
L’arcipelago al largo di Hokkaido e da anni al centro di una pesante disputa tra Giappone e Russia. Tokyo sostiene che i Territori del Nord, costituiti da Etorofu, Kunashiri, Shikotan e dall’arcipelago di Habomai, siano stati illegalmente occupati dall’Unione Sovietica subito dopo la resa del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale, il 15 agosto 1945. Mosca, che li chiama Isole Curili Meridionali, sostiene invece che l’occupazione sia stata legittima e non accetta interferenze. Un arcipelago di 56 isole tra la Kamchatka e l’Hokkaido che aumenta ancora di più il livello di tensione già alto tra le due nazioni vista la chiara manifestazione di forza che sa di provocazione da parte di Putin che, evidentemente, ha voluto avvisare a suo modo il Giappone, «colpevole» di un crescente sostegno all’Ucraina e di una cooperazione con la Nato. Del resto la tensione per l’arcipelago va avanti da più di 80 anni e non è affatto un caso che lo Zar abbia organizzato la sua visita-parata per la prima da quando ha il potere in Russia, non esattamente qualche mese. Un vero e proprio trattato di pace tra i due Paesi non è stato mai firmato e va da sé la rabbia di Tokyo. «I Territori del Nord sono parte integrante del Giappone, sia dal punto di vista storico sia in base al diritto internazionale», ha tuonato il ministro degli Esteri nipponico Toshimitsu Motegi mentre la premier Sanae Takaichi ha parlato di «visita assolutamente inaccettabile che ferisce i sentimenti del popolo giapponese e rende più difficile il ripristino delle relazioni tra i due Paesi».
E mentre Putin faceva la sua passerella visitando l’ammiraglia della sua flotta nel Pacifico ma anche uno stabilimento di lavorazione del pesce, con tanto di assaggio in favore di camera, e un ospedale prima di presiedere la solita riunione con i comandanti militari, da Mosca il solito sguaiatissimo Dmitry Medvedev si lanciava nell’ormai consueta minaccia globale. «Chiunque metterà in dubbio la sovranità della Russia sulle Curili dovrà affrontare mostruose conseguenze», ha detto il vicepresidente del Consiglio di sicurezza ed ex presidente fantoccio di Putin. «Il primo ministro giapponese può blaterare quanto vuole ma queste chiacchiere non cambieranno nulla. Erano, sono e rimarranno territorio russo». Tanto per ribadire quanto siano forti gli intenti pacifisti della Russia. Con Ucraina, Giappone o chiunque altro si azzardi a mettersi in mezzo all’autocrazia di Mosca.
