Donald Trump è convinto che la guerra all’Iran finirà subito dopo le elezioni di midterm negli Stati Uniti e che allora il prezzo del petrolio crollerà. Il presidente si esprime prima di partire per la convention dei Repubblicani a Dallas e dopo la più vasta ondata di attacchi di rappresaglia contro il traffico marittimo dall’inizio del conflitto tra Iran e Stati Uniti, scoppiato lo scorso 28 febbraio. Teheran ha dichiarato di aver colpito 10 navi vicino allo Stretto di Hormuz dopo che Washington aveva affondato cinque petroliere iraniane, quattro nel Golfo di Oman e una quinta vicino all’isola di Kharg, fulcro dell’industria petrolifera del Paese. Nel mirino anche la Giordania, che ha intercettato 18 dei 20 missili balistici lanciati nella notte dall’Iran tramite bombe a grappolo. È stata segnalata la morte di almeno un marittimo, un altro risulta disperso.
Washington ha affermato che le petroliere iraniane prese di mira martedì facevano «parte di una rete occulta multimiliardaria che finanzia i Pasdaran e i suoi gruppi affiliati nella regione». Ma i tentativi dell’Iran di colpire asset navali americani stanno destando preoccupazione: il regime starebbe utilizzando armi più sofisticate e potrebbe ricevere assistenza dalla Cina o dalla Russia per localizzare le navi da guerra. Mentre gli Stati Uniti, colpendo le petroliere, mirano a ostacolare la capacità del regime di esportare petrolio e finanziare i programmi di armamento.
Gli attacchi hanno provocato un’impennata del prezzo del petrolio, con il Brent che ha superato i 100 dollari al barile per la prima volta da luglio. L’Iran ha inoltre dichiarato di aver preso di mira caccia dislocati nella base aerea giordana di Muwaffaq Salti. Amman ha reso noto che le proprie difese hanno intercettato 18 dei 20 missili iraniani.
La battaglia si intensifica. Le Guardie Rivoluzionarie hanno affermato: se il nemico dovesse colpire due o tre obiettivi iraniani, la Repubblica islamica risponderebbe colpendone venti. E hanno aggiunto che Teheran pubblicherà presto le mappe di una nuova zona di interdizione marittima, che si estenderà fino al Golfo Arabico, al largo di Chabahar, vicino al Pakistan. «L’Iran continua a tentare di colpire navi della Marina statunitense e, ogni volta che lo farà o tenterà di farlo, perderà delle petroliere», ha dichiarato pure il Segretario di Stato americano Marco Rubio. Sebbene Trump abbia cercato di passare da una campagna militare contro l’Iran a una strategia volta a strangolarne l’economia, negli ultimi giorni i combattimenti si sono intensificati come la contesa sullo Stretto di Hormuz. Tuttavia, i recenti scontri hanno evidenziato le difficoltà dell’approccio che prevede la pressione economica. Far rispettare le sanzioni è difficile e, nel caso dell’Iran, potrebbe portare a frizioni con potenti rivali in grado di ritorsioni, in particolare Pechino. A maggio, gli Usa hanno imposto sanzioni a entità con sede in Cina per aver fornito all’Iran immagini satellitari.
