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Guerra

Russia, scoppia il caso Kaliningrad. “Difesa con tutto il nostro arsenale”

Mosca scrive alla Nato e al Belgio accusando per le esercitazioni che simulano l’isolamento della città tra Polonia e Lituania e promettendo rappresaglie. Lavrov rincara: “L’Europa è in guerra contro di noi”

La Polonia ha iniziato la costruzione di una barriera lungo i confini con Kaliningrad  5

Kaliningrad sulla carta geografica sembra quasi un errore di stampa: un frammento di Russia incastrato fra Polonia e Lituania, una vecchia città prussiana diventata sentinella sovietica e oggi nervo scoperto della guerra europea. È da lì, più che dalle trincee ucraine, che la giornata di ieri ha cominciato a raccontare la propria storia.

Mosca ha scritto alla Nato e al ministero degli Esteri belga. L’accusa è quella di una linea irresponsabile dell’Alleanza, con esercitazioni che simulerebbero l’isolamento di Kaliningrad. Il rischio, sostiene l’ambasciata russa in Belgio, è quello di uno scontro armato diretto. E poi la frase che trasforma la diplomazia in un corridoio buio: la Russia si dice pronta a utilizzare tutto l’arsenale di armamenti a sua disposizione per difendere il proprio territorio. Il senso della replica è opposto: la Nato accusa Mosca di minacciare l’uso della forza e ribadisce la propria natura difensiva.

Sergey Lavrov mette il timbro di Mosca sulla giornata: «L’Europa sta conducendo una guerra contro la Russia». Alla domanda su quella ibrida, il ministro degli Esteri russo rovescia l’accusa: Gran Bretagna ed Europa forniscono a Kiev missili e droni che vengono usati contro di noi, per Mosca è guerra. Da Kiev il vocabolario cambia, non il tono. Andrii Sybiha denuncia che «non dovrebbe essere permesso di trasformare un altro inverno in un’arma». Washington apre una parentesi diversa. Kirill Dmitriev, emissario di Putin, ha avuto colloqui «costruttivi» con funzionari Usa sulla fine del conflitto e su iniziative energetiche russo-americane nel dopoguerra.

L’Europa cerca il proprio posto nella fotografia. Il Cremlino sostiene che Germania e Ue non abbiano un ruolo nei negoziati. Il cancelliere Merz replica che è la Russia a non essere interessata. Von der Leyen guarda oltre il conflitto e parla di una nuova geografia europea con Ucraina, Moldova e Balcani occidentali più vicini all’Ue. Il fronte delle accuse si allarga fino a Tallin, che attribuisce ai servizi russi, parlando di arresti l’incendio di agosto alla Milrem Robotics. Mosca respinge tutto come infondato. Nel frattempo, la bozza del vertice Ue chiede di rafforzare la prontezza contro gli attacchi ibridi. Da Praga il premier Babis assicura «reazioni» in caso di attacco ai baltici, e il polacco Tusk ammette: «La situazione al confine orientale del Paese è in costante escalation».

Al netto del gioco delle parti, e dell’uso e dell’abuso dialettico, arrivano segnali che sembrano contribuire, almeno in parte, a stemperare la tensione. Secondo The Atlantic, gli Usa starebbero per organizzare ad Abu Dhabi un trilaterale con Ucraina e Russia. Il Cremlino ha invece fatto sapere che sarà Xi Jinping a promuovere un vertice a margine dell’Apec, in programma il 18 novembre, con Trump e Putin.

La Russia taglierà welfare, istruzione e sanità e aumenterà le tasse per finanziare la spesa militare nel 2027, sostiene la Reuters. E Zelensky prepara con i vertici dell’esercito offensive e difese aeree.

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