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Kabul sotto attacco, l’appello di NOVE Caring Humans: fermare l’escalation e proteggere i civili

Un drammatico bombardamento di forze aeree pachistane ha colpito Kabul nella serata di lunedì. Pesante il bilancio delle vittime. La testimonianza di Alberto Cairo, presidente di NOVE Caring Humans

Neda Project
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Oltre 400 morti e più di 250 feriti: è il bilancio drammatico del bombardamento che ieri sera ha colpito Kabul. Alberto Cairo, presidente di NOVE Caring Humans, rende noto che alle 21.00 circa dei caccia pakistani hanno bombardato diversi distretti di Kabul, colpendo i seguenti obiettivi:

- la struttura medica di riabilitazione per tossicodipendenti Omid Center, con 2.000 letti. Si trova all'interno di quella che era la base americana Phoenix, sulla strada di Pul-i-Charkhi, che conduce a Jalalabad e al Pakistan. Si stima abbia causato almeno 400 morti e centinaia di feriti;
- Il campo di addestramento militare Kabul, situato nella stessa zona;
- L'area di Shah Shaihid;
- Probabilmente anche il quartier generale del ministero della Difesa".

"Per quanto sia definito 'conflitto a intensità ridotta' - prosegue Cairo - per la popolazione resta una guerra a tutti gli effetti, con gravi implicazioni di sicurezza ed economiche. Nessuno può prevedere quando nuovi attacchi avranno luogo e dove. Che un centro medico sia stato colpito spaventa moltissimo e convince la popolazione che non esistono posti sicuri. La chiusura del confine tra i due paesi e il blocco degli scambi commerciali hanno fatto lievitare i prezzi di molti beni, primi fra tutti quelli alimentari. Considerando la già molto precaria condizione economica e sociale dell'Afghanistan, non si prevede una serena festa dell'EID (la fine del Ramadan) tra pochi giorni”.

"Siamo in contatto costante con il nostro team sul campo, attualmente in salvo - prosegue il presidente di Nove Caring Humans - per seguire gli sviluppi e monitorare le condizioni di sicurezza. Non sono arrivate fino ad ora segnalazioni di conseguenze dirette sulle persone assistite attraverso i progetti di NOVE. Resta però fortissimo l’allarme nella capitale, aggravato dalla paura di nuovi attacchi con ripercussioni sulla popolazione.

"NOVE - conclude Cairo - esprime la propria vicinanza alle famiglie delle vittime, ai feriti, al personale sanitario e a tutte le persone che stanno vivendo ancora una volta il trauma della guerra.

In nome di una popolazione già stremata da anni di conflitto, precarietà e paura, chiediamo con forza la cessazione immediata delle ostilità, perché venga fermata ogni ulteriore escalation e che ai civili sia restituito almeno il diritto a non vivere sotto la minaccia costante della violenza. Continueremo a seguire la situazione insieme al nostro team a Kabul e a raccontare con responsabilità ciò che la popolazione sta affrontando".

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