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Guerra

Kiev sotto attacco, colpiti i ponti Mosca: “Nuovi raid, andate via”

La Russia vuole mettere in ginocchio il Paese in vista dell’inverno, nel mirino i siti energetici. Un altro drone sconfina in Lituania, caccia in volo. Kallas: “Putin vuole l’escalation”

Attacco I danni al più grande ponte di Kiev colpito da un missile russo per la prima volta dall'inizio del conflitto

La guerra, quando sembra lontana, si misura in mappe, quando si avvicina, comincia a misurarsi in ponti, rifugi e blackout. Kiev è stata colpita più volte nel corso della giornata. I bersagli non sono soltanto edifici o depositi, bensì le arterie della città. Dopo il Ponte Sud, ripetutamente danneggiato nei giorni scorsi, è toccato al Ponte Nord. Il manto stradale è un concerto di crateri, il traffico paralizzato. Mosca rivendica il raid sostenendo che il ponte serve al movimento delle truppe e alla logistica militare.

L’effetto, però, è civile: una capitale di milioni di abitanti che si ritrova con le proprie due rive sempre più difficili da collegare. La guerra comincia sempre dai bersagli strategici e finisce nei gesti ordinari di chi deve andare al lavoro. Kiev è anche il luogo dal quale Mosca invita gli altri a fuggire. Il ministero degli Esteri russo ha ribadito la raccomandazione a cittadini stranieri e diplomatici di lasciare la capitale e di non recarsi in Ucraina, annunciando nuovi «massicci attacchi di rappresaglia».

L’esercito di Kiev ha risposto colpendo in profondità le regioni di Samara e Bryansk con missili Iskander, notizia confermata dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ordina di «intensificare» i blitz ucraini contro le raffinerie russe. «È la nostra risposta alla nuova dottrina di Putin. Cercare compromessi è tempo perso». Il leader ucraino ha anche rivelato la liberazione di 140 kmq nel Donbass nell’operazione Vivaldi, e il primo impiego del missile balistico di produzione nazionale FP-7, che ha una gittata di 250 km. Attacchi russi hanno invece devastato Kharkiv, navi al porto di Odessa e la regione di Sumy, dove si registrano anche tre vittime.

La minaccia non rimane più dentro i confini ucraini. In Lituania l’ennesimo drone ha violato lo spazio aereo. L’allarme è rientrato nel giro di breve, ma le autorità hanno invitato la popolazione a individuare i rifugi più vicini, mentre gli aerei Nato si alzavano in volo e l’aeroporto di Vilnius veniva chiuso. Allerta anche in Moldavia per il rinvenimento di frammenti di droni in 4 località differenti.

Kaja Kallas, Alta rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri, dice senza metafore: «La Russia spinge per un’escalation. Dobbiamo prepararci a possibili attacchi». E sui negoziati sostiene che occorra prima esercitare una maggiore pressione, perché oggi «Putin non è disponibile a sedersi al tavolo».

Il punto non è soltanto ciò che accade, ma ciò che l’Europa teme possa accadere. Il piano illustrato dal ministro dell’Energia ucraino Shmyhal ai partner europei prevede un nuovo pesante attacco alle infrastrutture energetiche: circa mille tra missili, droni e bombe contro centrali, impianti idrici e reti di pompaggio. Nel mirino anche i collegamenti elettrici delle centrali nucleari. Se attuato, potrebbe lasciare Kiev, Kharkiv e Odessa con forniture minime di luce e gas, aggravando anche la crisi del sistema idrico e fognario e mettendo ancora di più in difficoltà i civili, specie in vista dell’arrivo dell’inverno.

Sul fronte economico l’Ucraina potrebbe avere bisogno nel 2027 di 70 miliardi di euro aggiuntivi rispetto alle risorse già previste, compresi i 45 del prestito Ue. Per il 2026 non risultano al momento buchi nell’assistenza. E il Cremlino non commenta le indiscrezioni del New York Times su un possibile accordo da miliardi di dollari tra Russia e Stati Uniti sugli asset esteri di Lukoil, il colosso russo dell’energia, nell’ambito dei negoziati sull’Ucraina.