Un campo vuoto trasformato in pochi mesi in una piattaforma militare capace di ospitare decine di droni e di alimentare una nuova fase della guerra dei cieli. È questa la trasformazione documentata dalle immagini satellitari analizzate dal Telegraph a Tsymbulova, nella regione russa di Oryol, a circa 175 chilometri dal confine ucraino.
Dnipro Osint says satellite shots show multiple Ukrainian hits on Russia’s Tsybulova droneport in Oryol region, damaging hangars and jet Shahed launchers. Russia is expanding it with 26 underground fuel and warhead stores and small garages, and still uses it for regular strikes. pic.twitter.com/xf3zGkmavR
— WarTranslated (@wartranslated) September 13, 2026
La base è diventata uno dei nodi della nuova campagna russa di attacchi aerei contro l’Ucraina. La caratteristica che la distingue dalle precedenti installazioni è la presenza di infrastrutture realizzate per i droni Geran a propulsione a reazione, molto più veloci dei modelli tradizionali derivati dagli Shahed iraniani. Questi nuovi velivoli stanno assumendo un ruolo sempre più importante negli attacchi russi.
Le immagini raccontano soprattutto la rapidità della trasformazione. Secondo il Telegraph, dai primi lavori per le piazzole di lancio si è passati, nel giro di pochi mesi, a una struttura con numerose rampe, aree di stoccaggio e pannelli solari destinati a garantire energia ai sistemi di comunicazione e guida anche in caso di interruzioni della rete.
La concentrazione delle rampe in un’unica struttura risponde a una precisa esigenza operativa. Coordinare contemporaneamente centinaia di droni diretti verso obiettivi diversi è un problema logistico complesso. Una base centralizzata può rendere più semplice preparazione e coordinamento delle grandi salve, ma al tempo stesso crea un bersaglio più facilmente individuabile se l’avversario dispone di informazioni satellitari sufficientemente rapide.
Il significato di Tsymbulova si comprende soprattutto guardando all’evoluzione dei Geran. Per anni la Russia ha utilizzato soprattutto droni relativamente lenti, impiegandoli in grandi quantità per saturare la difesa aerea ucraina. Ora il quadro è cambiato. I nuovi Geran-4 e Geran-5 utilizzano motori turbojet e possono raggiungere velocità molto superiori a quelle dei precedenti modelli. La quota di questi velivoli all’interno delle offensive russe è cresciuta al punto che, in alcune ondate, i droni a reazione hanno superato quelli tradizionali.
Il risultato è un cambiamento della guerra aerea: gli attacchi non sono più confinati alle ore notturne. Le forze russe stanno utilizzando i nuovi droni anche durante il giorno, creando una pressione quasi continua sulla popolazione e sulle difese ucraine.
La nuova base rende però Mosca anche più vulnerabile. La concentrazione di numerosi lanciatori e di grandi quantità di droni in un’unica struttura crea infatti un bersaglio molto più significativo rispetto a installazioni disperse sul territorio. L’Ucraina ha già dimostrato di poter raggiungere l’installazione. Secondo le immagini satellitari citate dal Telegraph, un attacco effettuato alla fine di agosto ha provocato danni ad almeno una delle strutture di lancio e a un’area di stoccaggio, con segni di incendio visibili nelle immagini successive.
La questione non riguarda soltanto Tsymbulova. Secondo una precedente indagine del Telegraph, la Russia avrebbe costruito o ampliato numerose basi per droni a lungo raggio lungo le direttrici che conducono verso l’Ucraina e la Bielorussia. L’obiettivo sarebbe creare una rete più ampia di infrastrutture dalla quale lanciare le nuove generazioni di droni.
