Nelle stanze del potere si sussurra la parola «dialogo», ma nei cieli dell’Est Europa il rombo dei missili cancella qualsiasi illusione di pace. La diplomazia sgomita per ritagliarsi uno spazio al centro della scena, trascinandosi dietro il peso di un solco tra Mosca e Kiev che appare più profondo che mai.
Dal Cremlino arriva un cauto spiraglio verso Washington: attraverso Alexei Fadeev, vice portavoce del ministero degli Esteri, si dice pronto a valutare nuove proposte Usa, purché siano concrete e rispettino i suoi interessi di sicurezza. Ma alle aperture si affiancano le accuse contro Stati Uniti e Kiev, ritenuta responsabile dello stallo negoziale. Intanto, dietro le quinte, la cooperazione strategica tra Washington e Ucraina si rafforza: la condivisione di intelligence è tornata ai massimi livelli. Sul fronte diplomatico si muovono altre due iniziative: il Vaticano prepara una possibile visita a Mosca dell’arcivescovo Paul Richard Gallagher (la Tass ha anche una data, il 20 agosto) per mantenere aperto il dialogo, mentre Zelensky, che annuncia nuove sanzioni contro la Russia, si recherà in Serbia per rafforzare i legami con Belgrado e ridurre l’influenza di Mosca nei Balcani. Sforzi che rischierebbero di vanificarsi se la Polonia procedesse con l’ipotesi di colpire missili russi sopra l’Ucraina. Semmai sono decisioni che spettano all’Ue, che ha consentito a Kiev di usare parte del prestito da 90 miliardi per acquistare intercettori anche fuori dai confini comunitari, con la Nato che coordina forniture di batterie antiaeree. Zelensky accelera il programma missilistico nazionale Freyja per avere uno scudo antibalistico operativo entro il 2026. È la risposta al «no» di Trump sui Patriot.
Il tutto mentre Kiev rivendica attacchi contro gli impianti petroliferi russi Bashneft-Novoil, Yaroslavl e Slavneft-Yanos. Nel Mar Nero, le forze ucraine hanno danneggiato motovedette militari russe e unità della flotta fantasma. Il conflitto ha colpito anche la navigazione commerciale: una nave di grano ucraino e un cargo tedesco sono finiti nel mirino. La Germania smentisce la presenza di munizioni a bordo dell’aereo cargo Antonov coinvolto nel caso del drone bomba scoperto all’aeroporto di Lipsia: il velivolo era vuoto al momento dell’incidente, ma il timore della guerra ibrida resta elevato. L’intelligence lituana accusa Mosca di preparare provocazioni nei Paesi baltici tramite droni ucraini catturati.
Bombardamenti hanno causato 11 vittime a Dnipropetrovsk, Kharkiv e Pavlohrad, oltre che nel russo Bryansk. A Sumy un raid ha danneggiato un centro operativo di Save the Children. Kiev riferisce la presenza di quasi 16mila volontari stranieri provenienti da 72 Paesi, mentre Mosca respinge le accuse di reclutamento di mercenari colombiani. Celebrati a Mosca i funerali del generale Valery Plokhotnyuk, morto nell’esplosione al ristorante Balzi Rossi durante la festa di compleanno del comandante delle Forze Spaziali Oleksandr Chaiko. Il Segretario Generale dell’Onu Guterres ha condannato gli attacchi perpetrati da Russia e Ucraina in zone abitate da civili.
