Era un drone Shahed, forse russo oppure bielorusso, e al suo interno conteneva un ordigno esplosivo. Era entrato nello spazio aereo della Lituania senza avere alcuna autorizzazione e si dirigeva verso ovest. La sua missione misteriosa è terminata quando due caccia Eurofighter italiani, appartenenti alla Baltic Task Force della Nato, si sono alzati in volo e lo hanno abbattuto in un’operazione durata, dall’allarme alla neutralizzazione della minaccia, appena una ventina di minuti. Ecco che cosa è successo nei cieli lituani.
Così i caccia italiani hanno abbattuto il drone misterioso
L’allarme per la violazione dello spazio aereo lituano di un drone non identificato è arrivato, in piena notte, dal centro di comando e controllo della Nato Caoc (Combined Air Operations Centre) di Uedem, in Germania, ovvero il sito responsabile della sorveglianza dello spazio aereo alleato a nord delle Alpi e sotto il controllo del Supreme Allied Commander Europe (Saceur).
Poco dopo la mezzanotte due Eurofighter F-2000 italiani sono così decollati dalla base aerea di Siauliai, nel nord della Lituania, dove è presente il 36esimo Stormo di Gioia del Colle per la Task Force Air Baltic Thunder III, e cioè la missione dell’Alleanza Atlantica pensata per proteggere il fianco orientale della Nato.
I caccia si sono alzati in volo in una manciata di minuti e in circa 20 hanno abbattuto il drone ostile. “Gli equipaggi italiani hanno intercettato il velivolo senza pilota, neutralizzandolo nel rispetto delle procedure operative stabilite dall’Alleanza”, ha scritto il Ministero della Difesa italiano su X. Il capo del Centro nazionale di gestione delle crisi (Nkvc) lituano ha spiegato alla radio nazionale Lrt che il drone, colpito nel distretto di Kaisiadorys, vicino al villaggio di Pratkunai, proveniva “molto probabilmente” dalla vicina Bielorussia, alleata della Russia, e che si stava dirigendo verso ovest. “Non ci affretteremo a trarre conclusioni, verrà condotta un’indagine e tutte le circostanze saranno valutate”, ha aggiunto Vilnius.
L’Italia a difesa del fronte orientale della Nato (sotto pressione)
Un episodio simile è avvenuto anche lo scorso 14 agosto, con due caccia italiani che hanno abbattuto un altro drone non identificato che aveva violato lo spazio aereo lettone. I Paesi baltici sono sotto pressione come tutto il fronte orientale della Nato. La Bbc ha fatto sapere che, solo nel 2025, circa 600 palloni aerostatici e quasi 200 droni misteriosi hanno violato lo spazio aereo di Vilnius. L’ultima intercettazione si inserisce inoltre in un contesto particolarmente teso, caratterizzato da numerosi incidenti sospetti avvenuti in tutta Europa, alcuni dei quali, secondo funzionari europei, sarebbero stati provocati dalla Russia (che respinge ogni accusa in merito).
In ogni caso i caccia italiani che hanno abbattuto i droni nemici sono gli Eurofighter Typhoon. Sono i più avanzati aerei da combattimento sviluppati nel continente europeo e possono decollare in una manciata di minuti per intercettare e identificare qualunque traccia aerea sospetta rilevata dai radar.
Dal punto di vista tecnico possiedono un’apertura alare di poco meno di 15 metri, una lunghezza di circa 16 metri e un’altezza di 5,28 metri. Possono raggiungere la velocità massima di 2.495 km/h e un’autonomia massima di 2.900 km. Possono poi contare su un cannone Mauser calibro 27 mm, oltre a carichi esterni quali missili AIM-9L Sidewinder, AIM-120 AMRAAM, Iris-T, Meteor, bombe guidate della serie GBU e serbatoi supplementari e pod di puntamento laser.
