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Guerra

La stretta degli Usa per isolare Teheran: sanzioni in 5 settori (e avviso alla Cina)

Nel mirino oro, asset digitali, tech, aviazione e marina. Bessett: “Neanche Pechino esclusa”. Trump: “Regime al collasso”.

Rappresaglia Il Segretario al Tesoro Usa Scott Bessent spiega in conferenza stampa le nuove misure per la «guerra economica» di Trump per piegare l'economia dell'Iran

Il «D-Day» economico dell’Iran è arrivato. Il segretario al Tesoro Usa lancia l’operazione «Economic Outcast» e illustra i piani per interrompere qualsiasi rapporto di Teheran con il resto del mondo, spiegando che «il nostro obiettivo è recidere ogni ancora di salvezza economica che sostiene questo regime tirannico, finché non si ritroverà isolato». Mentre il presidente Donald Trump assicura che la Repubblica islamica «sta collassando completamente», Scott Bessent avverte durante l’attesissima conferenza stampa di ieri pomeriggio che «chiederemo conto a tutti delle proprie azioni, e si tratta di una asfissia economica del regime».

Il ministro parla «dell’offensiva finanziaria maggiore di sempre», che amplia la portata delle sanzioni secondarie contro Paesi ed entità che intrattengono rapporti commerciali con l’Iran, per «bloccare ogni potenziale fonte di entrata». Il Tesoro, spiega, adotta provvedimenti riguardanti cinque settori critici - asset digitali, tecnologia, oro, aviazione e trasporti marittimi - che Teheran utilizza nel tentativo di sostenere la propria economia in crisi. «Un’ondata di sanzioni seguirà l’annuncio di oggi, un’importante istituzione finanziaria sarà sanzionata questa settimana», anticipa Bessent. «L’Iran si trova di fronte a una scelta molto chiara, con due sole strade possibili: isolamento totale ed economia di sussistenza, oppure un ritorno alla normalità con l’opportunità di integrarsi nell’economia globale», continua, assicurando che gli Stati Uniti «sanzioneranno chiunque folle abbastanza» da aiutare Teheran e i Paesi che non aderiranno alle misure restrittive «condivideranno l’isolamento».

«Metteremo fine all’accesso al sistema del dollaro per coloro che riciclano denaro iraniano», avverte ancora, lanciando un messaggio a «chi agevola il regime: non mettete alla prova la nostra determinazione. Il presidente sta già contattando i leader mondiali, avanzando richieste specifiche affinché cessino le loro interazioni». A chi gli chiede delle implicazioni delle misure secondarie nei confronti della Cina, risponde che «nessuno è al di sopra delle sanzioni», e «chi facilita transazioni con l’Iran sarà preso di mira». Pechino, partner economico strategico dell’Iran, ha invece già dichiarato nelle scorse ore che «le sanzioni e le pressioni» statunitensi non risolveranno il conflitto.

L’intervento di Bessent giunge a quasi sei mesi dall’inizio della guerra, con i negoziati di pace in stallo e l’Iran che impedisce gran parte del transito attraverso il cruciale Stretto di Hormuz. In un editoriale sul Financial Times domenica, il segretario al Tesoro aveva già lanciato un avvertimento ai «paesi che ritengono la politica di pacificazione nei confronti del regime una scelta più sicura», i quali «dovrebbero riconsiderare la propria posizione». «Per chi sceglie di legare il proprio destino a quello di Teheran, l’alternativa è la preclusione di tutte le vie verso una prosperità duratura - ha aggiunto - Diventare un rifugio per il terrorismo significa trasformarsi in un paria a livello globale».

«Coloro che interromperanno i restanti legami finanziari e commerciali con l’Iran ne trarranno beneficio, rafforzando al contempo le proprie relazioni economiche: miglioreranno il loro accesso ai capitali globali, aumenteranno la fiducia nei propri mercati e conquisteranno la posizione che ambiscono a occupare nell’economia mondiale», ha spiegato citando la conferenza di Teheran del 1943 quando Franklin D. Roosevelt e Winston Churchill valutarono l’operazione che culminò nello sbarco in Normandia. Bessent ha denunciato il fatto che per anni gli Usa si sono ritrovati «soli nella determinazione» di fermare la Repubblica islamica: Trump, ha detto, ha «decimato la loro economia al punto che il rial non è mai stato così debole e l’inflazione raramente è stata così elevata. L’ultima ancora di salvezza del regime risiede nell’illusione di nazioni timorose, le quali credono ancora che assecondare l’aggressività possa garantire una pace duratura».

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