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Guerra

L’Occidente si compatta: “Questa è la nuova normalità”

Von der Leyen e Rutte pianificano la difesa europea in concerto con l’Ucraina

epaselect epa13206468 European Commission President Ursula von der Leyen (R) and NATO Secretary General Mark Rutte shake hands at a press conference as they meet at the European Commission in Brussels, Belgium, 02 September 2026. The meeting focuses on the response to Russian hybrid threats and closer EU-NATO cooperation, a day after Germany formally accused Russia of being behind an attempted drone attack at Leipzig/Halle Airport on 04 August 2026, where an explosives-laden drone was found near a Ukrainian cargo aircraft. EPA/OLIVIER HOSLET

La guerra ha prodotto un rovesciamento di prospettiva: l’Ucraina non è più soltanto il Paese da proteggere. È diventata il laboratorio nel quale l’Europa sta imparando a proteggere se stessa. È questo il significato politico del vertice di Bruxelles tra Ursula von der Leyen e Mark Rutte, nel giorno in cui la presidente della Commissione Ue ha definito l’episodio di Lipsia «una nuova escalation sul territorio dell’Unione, questa è la nuova normalità alla quale dobbiamo adattarci» e il segretario della Nato ha avvertito che la Russia è diventata «sempre più spregiudicata». Bruxelles non parla più soltanto di armi per Kiev: parla di allerta integrata, capacità di intercettazione, industria europea e investimenti per 800 miliardi, di cui 150 attraverso il programma Safe. Il punto più ambizioso riguarda la difesa dai missili. Von der Leyen ha annunciato che l’Europa sta lavorando con Kiev al progetto Freya, destinato a costruire un sistema europeo di difesa antimissile. L’iniziativa si inserisce nella coalizione antibalistica lanciata in estate da Ucraina e 9 Paesi europei (tra i quali l’Italia), per trasformare l’esperienza ucraina in capacità della futura difesa europea.

Freya punta a un intercettore economico e producibile in massa, ma per le prime capacità operative si parla del 2027. Per l’emergenza, Bruxelles punta sui Patriot PAC-3: Kiev ha chiesto nuovi finanziamenti per la difesa, nell’ambito del prestito europeo da 90 miliardi, di cui 8,5 miliardi già destinati a droni e missili. Ma per altre necessità «mancano fondi» fa sapere Kallas.

Rutte ha ricordato che gli alleati hanno previsto 140 miliardi di sostegno a Kiev per i prossimi due anni. Il messaggio è chiaro: la guerra impone all’Europa di aumentare produzione e capacità militari, rafforzando al tempo stesso la cooperazione con gli Usa. L’ambasciatore Usa alla Nato Whitaker invitagli alleati ad addestrarsi e investire come se Putin stesse preparando un attacco. E il segretario di Stato Rubio conferma che sta negoziando con Kiev una licenza per la produzione di Patriot in Ucraina. Da Kiev il ministro degli Esteri Sybiha chiede «sanzioni antibalistiche» contro la Russia e denuncia la scarsità degli intercettori europei. L’obiettivo è «chiudere lo spazio aereo ucraino» e coinvolgere maggiormente gli Stati Uniti.

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