La guerra in Ucraina entra in una nuova fase. Il tentativo di Mosca di colpire nell’heartland europeo denunciato dal cancellerie tedesco Merz, l’escalation di raid con droni jet e l’attacco di ieri alla sede dei servizi di sicurezza ucraini nel cuore di Kiev segnano l’allarmante superamento di una serie di linee rosse. Il tutto mentre in Ucraina e Russia si attende l’arrivo della squadra di negoziatori americani. Mentre il Cremlino aumenta la violenza delle offensive contro il Paese dell’Europa orientale, il governo guidato da Volodymyr Zelensky punta a mettere in campo una strategia volta ad aumentare il costo economico del conflitto per l’aggressore.
Come ha riferito nelle scorse ore il Wall Street Journal, l’Ucraina sta pianificando di intensificare la presenza dei suoi droni vicino agli aeroporti al fine di costringerli alla chiusura, avvertendo in parallelo le compagnie aeree internazionali di rivalutare la sicurezza dei voli in quella zona. Lo spazio aereo russo “sta diventando completamente insicuro”, ha dichiarato Zelensky martedì. L’esercito ucraino punta dunque a realizzare un blocco totale degli scali russi, già interessati da chiusure temporanee e sempre più frequenti. “Non si tratta più semplicemente della ripetizione di allarmi di emergenza isolati e sporadici”, ha confermato un portavoce delle Forze armate di Kiev aggiungendo che si punta ad una “transizione verso una pressione costante volta a paralizzare il traffico aereo civile nella parte europea della Federazione russa”.
Le iniziative ucraine dovrebbero tradursi nell’intensificazione di un’operazione già in corso dalla primavera dello scorso anno, l’Operation Carpet, che prevede l’impiego di droni nei pressi degli aeroporti russi con l’obiettivo di provocare la sospensione di decolli e atterraggi. Le autorità dell’Ucraina, il cui spazio aereo è chiuso ai voli civili dal febbraio del 2022, hanno promesso di evitare di colpire velivoli di linea e di causare vittime civili.
Secondo i dati raccolti dalla società Osprey Flight Solutions, ad agosto circa 16mila droni sono entrati nello spazio aereo russo. In media, lo scorso mese, le incursioni dei velivoli senza pilota hanno provocato la chiusura temporanea di 32 aeroporti russi al giorno, inclusi quelli nei pressi di Mosca e di San Pietroburgo. L’elevato numero di velivoli senza pilota e l’attività delle difese aeree di Mosca, spiegano gli esperti di sicurezza del settore, creano rischi crescenti per il traffico aereo civile. A preoccupare è anche l’uso su larga scala della trasmissione di falsi segnali Gps per deviare la rotta dei droni, il cosiddetto spoofing, che può mandare in tilt il traffico dei voli civili.
Putin ha risposto all’avvertimento di Zelensky definendolo una “dichiarazione di terrorismo” e minacciando ritorsioni. Intanto diverse compagnie come Pegasus e Flydubai hanno preso nota del deteriorarsi della situazione e hanno cancellato diversi voli verso la Russia o modificato orari e rotte di volo.
Lo zar non si sarebbe fatto intimidire dall’incremento dei raid di Kiev e, anzi, negli ultimi giorni ha colpito con crescente intensità obiettivi ucraini. Stando a quanto riferito dal Washington Post, l’escalation di attacchi si sarebbe registrata in particolare nei giorni successivi alla recente visita a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe, il quale nei colloqui con alti esponenti dell’intelligence della Federazione ha sollecitato la ripresa dei negoziati sostenendo che la posizione della Russia è debole e che è destinata a peggiorare ulteriormente.
Il Washington Post sottolinea che le esternazioni pubbliche di Putin - “non ho dubbi che il nemico crollerà”, ha detto questa settimana l’ex spia del Kgb - sembrano confermare le valutazioni secondo cui la missione del capo della Cia non solo non è riuscita a persuadere lo zar a porre fine alla guerra ma potrebbe aver rafforzato la sua determinazione ad eludere un cessate il fuoco e a continuare a insistere per ottenere concessioni territoriali. Stando a quanto riferito al quotidiano Usa da membri dell’élite russa e analisti, Putin sarebbe convinto che la capitolazione di Kiev su alcune delle rivendicazioni chiave di Mosca potrebbe forse avvenire entro l’inverno.
