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Guerra

Flotta fantasma, droni e cavi nel mirino: perché la Spagna non è pronta alla guerra ombra della Russia

Madrid sconta ritardi nei sistemi anti-drone, nella protezione delle infrastrutture e nella risposta rapida. E ora teme che la distanza da Mosca non basti più

esercito spagna
epa12971035 Spanish Army soldiers with their battle tank Leopard 2E participate in the NATO Iron Spear 2026 in Adazi training ground, Latvia, 18 May 2026. From 15 May to 22 May, the Adazi training ground hosts tank drills with tank crews from Canada, France, Italy, the Netherlands, Norway, Poland, Spain, Sweden, and the United Kingdom. The exercise is designed to test the rapid response and technical precision of the NATO Multinational Brigade in Latvia, alongside battle groups stationed in neighboring Lithuania and Estonia. EPA/TOMS KALNINS

Gli allarmi delle intelligence occidentali sulle future intenzioni russe stanno già sparigliando le carte all’interno dell’Alleanza Atlantica. Ma soprattutto iniziano a separare chi può da chi non può.

Se Polonia e i baltici richiamano l’attenzione sul fianco orientale Nato, la Francia rivede i suoi protocolli di sicurezza, Madrid ammette di non essere pronta, soprattutto in fatto di guerra ibrida. A denunciarlo è El Mundo che esplicita i timori iberici di un papabile attacco in questo autunno, che prenderebbe la Spagna con “la guardia abbassata e fuori forma”. E la distanza, come titola il quotidiano spagnolo, non è più garanzia per ritenersi al di fuori dalla portata di Mosca. Questo perché il Cremlino dispone di un’ampia piattaforma potenzialmente in grado di destabilizzare e colpire l’Europa meridionale e che passa dal Sahel come nel Maghreb, avvalendosi di governi compiacenti, dittature e signori della guerra che spesso hanno accolto differenti schiere di siloviki.

Ma ciò che Madrid teme di più è la flotta ombra russa, il fantasma che si aggira nel Mediterraneo e non solo. Più volte, infatti, navi con bandiere prestanome e trasponder spenti sono state utilizzate come basi per attacchi ibridi.

Il caso suffragato da maggiori prove è quello dell’Artica, che il 3 gennaio 2025 ha navigato lungo la costa danese quando fino a 20 droni hanno sorvolato il porto di Køge prima di scomparire verso il mare. Mesi dopo, a settembre, gli avvistamenti di droni su Copenaghen hanno coinciso ancora con la presenza dell’Artica e del Boracay nella zona, successivamente indirizzata dalle forze navali francesi. E ancora, in Germania, lo Scanlark è stato direttamente sequestrato dopo le accuse di aver lanciato un drone da ricognizione su una fregata della Marina alla base navale di Kiel. Il caso più inquietante, quello del Vezhen, che il 2 dicembre 2025 era a largo della costa irlandese esattamente quando Volodymyr Zelensky è arrivato per la sua prima visita ufficiale nel Paese.

Pur di fronte a questi ripetuti episodi, la Spagna non si è attrezzata per tempo né in fatto di protocolli di difesa tantomeno in termini di preparazione domestica agli attacchi ibridi. Per non parlare poi di piani di evacuazione o di intercettori degni di questo nome.

Ancor più grave, denuncia El Mundo, è che la flotta fantasma scarichi già petrolio sanzionato nelle acque spagnole, senza che questo abbia prodotto delle contromisure quantomeno difensive. A rischio anche i cavi sottomarini, infrastruttura più che vitale, senza che l’esperienza del Baltico abbia insegnato qualcosa.

Secondo gli analisti, sono quattro i principali deficit spagnoli attuali: la Spagna non arma ancora i suoi droni d’attacco Reaper: una precisa volontà politica. La seconda criticità riguarda l’estensione della copertura: la Spagna protegge determinati siti militari, ma non ha una copertura capillare al pari dei Paesi baltici e delle loro fortezze in costruzione; ad aggravare la situazione, la complessità della catena di comando: Madrid non possiede un meccanismo di risposta rapida in grado di rispondere con tempi compatibili all’attacco subito. Last but not least, l’assenza di integrazione militare-civile: gli aeroporti spagnoli, ad esempio, non possiedono sistemi anti-drone integrati con le forze militari. Quanto basta per fare della Spagna l’anello debole fra gli alleati europei.

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