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Guerra

La strategia di Donald l’inaffidabile

Trump ha deciso di non intervenire contro gli Houthi che stanno tentando di bloccare lo stretto Bab el-Mandeb

The al-Khaysah fishing settlement, in the western part of the Aden metropolitan area, along the Gulf of Aden on September 12, 2026. The Houthis, whose heartland is among Yemen's Zaidi Muslims in the country's north, seized the capital Sanaa in 2014 at the outset of the civil war, driving the government to Aden in the south. (Photo by AFP) /

L’ultima minaccia di Trump è il blocco delle esportazioni di gasolio. Con l’Europa che ha aumentato negli ultimi mesi del 50% le importazioni del diesel Usa se dovesse accadere ci sarebbe un’impennata vertiginosa dei costi. Una trovata che dimostra dopo i dazi, le minacce alla Groelandia e il programma di ritiro delle truppe americane dal Vecchio Continente, l’inaffidabilità di the Donald con quelli che sulla carta dovrebbero essere i suoi alleati più stretti. Trump «l’inaffidabile». Non si sa se sia un atteggiamento o una strategia ma sugli accordi, le amicizie, le alleanze dell’attuale inquilino della Casa Bianca nessuno può mettere la mano sul fuoco.

Pensate all’Arabia Saudita da sempre un fedele alleato americano: ebbene, dopo aver scoperchiato il vaso di Pandora in Medioriente Trump ha deciso di non intervenire contro gli Houthi che stanno tentando di bloccare lo stretto Bab el-Mandeb. Le merci da lì transitano per Suez e arrivano nel Mediterraneo.

Una rotta che purtroppo non sta a cuore agli Stati Uniti ma solo all’Europa. È una costante: per The Donald ogni alleanza può essere rotta per interesse. È l’apoteosi dell’egoismo sovranista. Trump ha venduto gli afgani ai talebani senza batter ciglio.

Zelensky, a ragione, trema ogni volta che il Tycoon ha un colloquio con Putin. E ora nel tentativo di avere una sponda nella Cina per porre fine al conflitto iraniano The Donald potrebbe non pensarci due volte a rendere meno rigide le garanzie Usa per Taiwan.

C’è quasi da chiedersi se non sia una filosofia dei vita. Il suo modo di rapportarsi al prossimo, Paese o interlocutore che sia. Ne sa qualcosa Giorgia Meloni. Il punto è che andando avanti così gli Usa non avranno più alleati.

Nessuno si fiderà più di loro. E l’immagine di un Paese che persegue i suoi interessi ma difende pure i valori di libertà e di democrazia dell’Occidente sarà un pallido ricordo. Per dirla con una vecchia canzone di David Bowie: «This is not America».

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